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Tanti capolavori, un nome solo: AC Cobra

AC Cobra 427

Con una potenza di 500 cavalli, questa nuova incarnazione della Cobra era pronta a sfidare qualsiasi concorrente. Ma non era solo la potenza a fare la differenza: sotto la guida esperta di Phil Remington, la vettura abbandonò il tradizionale sistema di sospensioni a balestra, optando per una configurazione a doppi triangoli.

Poche vetture possono vantare una storia così affascinante e un mix di caratteristiche tanto uniche quanto la leggendaria AC Cobra. Nata dall’incontro tra la maestria britannica di AC Cars e la potenza statunitense di Ford, questa iconica roadster sportiva ha scritto pagine indelebili nella storia dell’automobilismo. L’idea di unire la leggerezza e l’agilità dei telai britannici con la potenza dei motori americani è nata dall’ingegno di Carroll Shelby. Questo visionario pilota e costruttore aveva un obiettivo chiaro: creare un’auto in grado di dominare le strade e le piste, sfidando i giganti europei come la Ferrari.

Così, nel 1962, nacque la prima incarnazione della Cobra, inizialmente conosciuta come Shelby A.C. Cobra. Equipaggiata con un possente motore Ford V8 e una carrozzeria inglese, questa roadster incarnava il meglio di entrambi i mondi. Ma il vero punto di svolta arrivò nel 1964, quando la Cobra decise di alzare ulteriormente l’asticella della potenza. Montando il mastodontico motore Ford type 427 Side Oiler da 7 litri, originariamente progettato per le gare NASCAR, la Cobra si trasformò in una belva da competizione.

Con una potenza di 500 cavalli, questa nuova incarnazione della Cobra era pronta a sfidare qualsiasi concorrente. Ma non era solo la potenza a fare la differenza: sotto la guida esperta di Phil Remington, la vettura abbandonò il tradizionale sistema di sospensioni a balestra, optando per una configurazione a doppi triangoli. Questo cambiamento era fondamentale per gestire al meglio la potenza mostruosa del motore.

La Cobra 427 non era solo una vettura da strada. Con le sue prestazioni straordinarie e la sua agilità ineguagliabile, divenne una forza dominante anche nelle competizioni. Nel 1966, la Cobra partecipò al campionato SCCA, conquistando la classe A e dimostrando al mondo intero la sua superiorità. Ma la gloria non era riservata solo alle piste: la Cobra conquistò anche il cuore degli appassionati di automobili stradali. Tra le versioni più rare e ambite c’era la 427SC, una semi-competition destinata alla strada ma con un’anima da corsa. Solo 31 esemplari furono prodotti, rendendo questa versione un vero gioiello per i collezionisti.

La produzione totale della Cobra 427 si fermò a 348 esemplari, di cui solo 88 erano versioni Corsa o Prova. Ma il suo impatto sull’automobilismo è stato immenso e duraturo. Ancora oggi, decenni dopo la sua creazione, la Cobra continua a incantare gli appassionati di automobili con il suo mix unico di potenza, eleganza e prestazioni. La Cobra non è solo un’auto: è un’icona, un simbolo di ingegno, passione e audacia. E anche se i decenni passano, il suo spirito rimarrà per sempre vivo, pronto a ispirare le generazioni future di appassionati di automobili.

AC Shelby Cobra
AC Shelby Cobra

AC Shelby Cobra FIA Roadster

Nel 1964, l’automobilismo vide una delle rivalità più epiche prendere forma, quando la Shelby decise di sfidare il dominio incontrastato della Ferrari nel campionato FIA riservato alle vetture Gran Turismo. Per farlo, mise in campo un’arma potente e audace: le leggendarie Cobra GT Competizione.

Con l’intento di arginare lo strapotere della casa automobilistica italiana, la Shelby produsse cinque esemplari di Cobra in configurazione Roadster, con modifiche mirate a migliorarne le prestazioni e ad adattarle alle esigenze del campionato. Queste modifiche comprendevano l’aggiunta di un parabrezza aerodinamico, sportelli laterali, scarichi posizionati ai lati e un corpo vettura allargato.

Sotto il cofano, queste belve erano equipaggiate con il possente motore Ford small-block V8, potenziato grazie all’installazione di quattro carburatori Weber, che erogavano una potenza impressionante di 400 cavalli. Il telaio tubolare in acciaio assicurava rigidità e maneggevolezza, mentre le sospensioni ad assali rigidi con molle a balestra garantivano una guida precisa e reattiva. Pur essendo costruite sulla stessa base, ogni Cobra GT Competizione presentava delle minime differenze, e per renderle facilmente distinguibili durante le gare, ognuna di esse fu dipinta con una banda di colore differente.

Nonostante la potenza e le prestazioni straordinarie delle Cobra GT Competizione, la sfida contro la leggendaria Ferrari non fu facile. Le gare furono intense e avvincenti, ma alla fine, la maggiore costanza e l’affidabilità delle Ferrari 250 GTO fecero la differenza.

Nonostante non sia stata conquistata la vittoria finale nel campionato FIA, le Cobra GT Competizione lasciarono un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo. Le loro vittorie in numerose corse e il coraggio dimostrato nel confronto diretto con una delle case automobilistiche più prestigiose del mondo le rendono delle vere e proprie leggende, simbolo di determinazione, passione e innovazione.

Anche se la battaglia contro la Ferrari può essere stata persa, il contributo delle Cobra GT Competizione alla storia dell’automobilismo rimarrà per sempre inciso nei cuori degli appassionati, testimoniando la forza dello spirito competitivo e dell’ingegno umano.

Telaio CSX2260

La CSX2260 è stata la seconda delle cinque Roadster prodotte e fu affidata ai piloti Jean Guichet e Jo Schlesser che la fecero debuttare alla 2000 km di Daytona. Ritiratasi dalla corsa, la vettura fu affidata in seguito a Ken Miles che la portò alla vittoria presso la USRRC GT svoltasi ad Augusta. Dopo la vittoria, la Roadster venne impiegata in diverse cronoscalate e alla Targa Florio con risultati di non particolare rilievo. Nel 1965 la vettura venne ceduta al team Radford Racing e fu distrutta in seguito ad un incidente occorso a Brands Hatch. Dopo numerosi restauri, la vettura è tornata attualmente al suo stato originale.

Telaio CSX2323

Il telaio CSX2323 è stato il penultimo messo in produzione. Impiegato nella Targa Florio del 1964 con i piloti Jerry Grant e Dan Gurney, giunse all’ottavo posto assoluto nella classe GT. Successivamente venne impiegato alla 12 ore di Spa (dove giunse 15º assoluto) e al Nürburgring. In quest’ultima corsa l’auto rimase danneggiata, ma venne successivamente schierata nel 1965 a Sebring e Daytona dal pilota Graham Shaw.

Telaio CSX2345

L’ultimo telaio realizzato fu il CSX2345, schierato alla Targa Florio con i piloti Phil Hill e Bob Bondurant. Dopo il ritiro dovuto alla rottura di una sospensione, la vettura fu schierata a Spa dove arrivò nona assoluta e prima di categoria. Altre vittorie di categoria si ebbero a Schauinsland e alla Sierre Montagna Hill Climb. Ad oggi, è l’unica vettura delle cinque prodotte ad aver mantenuto la configurazione originale invariata.

AC Shelby Cobra
AC Shelby Cobra

AC Shelby Cobra Daytona Coupe

Nel fervente clima competitivo del 1964, Carroll Shelby non si accontentò di schierare solo le FIA Roadster per contrastare il dominio Ferrari. In parallelo, sviluppò anche una serie di vetture coupé con coda tronca, note come le Daytona Coupe. Questi modelli non solo rappresentavano un’evoluzione tecnica, ma anche un’innovazione stilistica, frutto del talento e dell’intuito di Pete Brock, ex designer della General Motors, e dell’ingegnere e pilota britannico Ken Miles.

Le Daytona Coupe furono progettate con un approccio quasi artigianale. Pete Brock disegnò le vetture “ad occhio”, senza l’ausilio della galleria del vento, una pratica comune oggi, ma all’epoca considerata avveniristica. Il risultato fu una carrozzeria affilata e innovativa, concepita per migliorare significativamente l’aerodinamica rispetto alle versioni roadster.

Il motore scelto per queste coupé era lo stesso Ford small-block V8 da 400 CV utilizzato nelle FIA Roadster, conferendo alle vetture un equilibrio perfetto tra potenza e leggerezza.

Dopo aver completato i test presso la pista di Riverside, in California, le Daytona Coupe furono immediatamente schierate nella competizione 2000 km di Daytona. I successi non tardarono ad arrivare: le prestazioni straordinarie delle coupé convinsero il team Shelby a commissionare ulteriori modelli. Per rispondere alla crescente domanda, il manager della squadra si rivolse alla carrozzeria Grandsport di Modena per la produzione dei telai. Gli ingegneri italiani apportarono leggere modifiche per affinare ulteriormente l’aerodinamicità delle vetture.

Nonostante un alto numero di vittorie e piazzamenti, la stagione del 1964 si concluse con il secondo posto, ancora una volta dietro alla Ferrari. Tuttavia, la determinazione e il continuo miglioramento delle Daytona Coupe fecero presagire un futuro promettente.

Nel 1965, le Daytona Coupe tornarono in pista con una grinta rinnovata e un’affidabilità migliorata. Le gare di Daytona, Sebring, Nürburgring e Reims videro le vetture di Shelby emergere come vere e proprie dominatrici. Grazie a queste vittorie, la Shelby conquistò finalmente il titolo mondiale, un traguardo che sancì l’apice della collaborazione tra tecnologia americana e artigianalità italiana.

Le Shelby Daytona Coupe non furono solo un successo sportivo, ma anche un’icona di innovazione nel design automobilistico. La loro storia testimonia la capacità di superare i limiti tecnici e creativi, unendo talenti diversi per raggiungere un obiettivo comune. Anche oggi, le Daytona Coupe sono celebrate come pietre miliari nella storia delle corse automobilistiche, rappresentando il culmine della visione di Carroll Shelby e del suo team.

AC Cobra 427
AC Cobra 427

AC Shelby Cobra 427 Flip-Top

Alla fine del 1963, la Shelby American incaricò Ken Miles, uno dei piloti e ingegneri più talentuosi del team, di creare una versione ad alte prestazioni della già formidabile Cobra 427. Utilizzando come base una Cobra 289, Miles intraprese un lavoro che avrebbe portato a una delle vetture più uniche e innovative mai costruite.

Nel 1964, la nuova Cobra 427 vide la luce, equipaggiata con un telaio rinforzato per gestire l’enorme coppia del nuovo motore. Il cuore della vettura era un propulsore 427 che erogava ben 623 cavalli di potenza, rendendola una vera e propria belva da competizione. Molte delle componenti utilizzate provenivano direttamente dalle auto che partecipavano al campionato NASCAR, conferendo alla Cobra una robustezza e una potenza fuori dal comune.

Il debutto ufficiale avvenne alla 12 Ore di Sebring nel 1964. Tuttavia, nonostante le grandi aspettative, la Cobra 427 fu costretta al ritiro a causa di un guasto al motore. Questo imprevisto non fermò l’ambizione del team, che lavorò intensamente per riparare e migliorare ulteriormente la vettura.

Dopo il ritiro, la Cobra venne dotata di una carrozzeria innovativa in cui la parte frontale e quella posteriore erano costruite in un unico pezzo. Questa soluzione ingegnosa permetteva di aprire la carrozzeria interamente, facilitando l’accesso alle componenti vitali della vettura per le riparazioni e le manutenzioni. Questa caratteristica unica le fece guadagnare il soprannome di “Flip Top”.

La Flip Top tornò in pista presso il circuito di Nassau, dove dimostrò di avere un potenziale eccezionale. Durante la gara, la vettura riuscì a superare una Chevrolet Corvette Grand Sport, un risultato impressionante che sottolineava le sue straordinarie capacità. Tuttavia, anche questa volta la Flip Top fu costretta al ritiro, mettendo fine alla sua carriera agonistica.

A causa delle numerose modifiche e della sua natura innovativa, la Flip Top non poteva essere omologata per nessuna categoria automobilistica esistente all’epoca. Questo la relegò a un destino diverso: invece di gareggiare, la Flip Top divenne un prezioso pezzo da museo, una testimonianza tangibile dell’ingegnosità e dell’ambizione del team Shelby.

La Cobra 427 Flip Top rimane una delle creazioni più straordinarie e memorabili nella storia dell’automobilismo. Nonostante la sua breve carriera nelle corse, la Flip Top ha lasciato un segno indelebile, rappresentando un’epoca di sperimentazione e innovazione senza compromessi. Oggi, essa è ammirata non solo come un capolavoro tecnico, ma anche come un simbolo dello spirito pionieristico che ha caratterizzato l’era d’oro delle corse automobilistiche.

AC Shelby Cobra 289 Coupe Willment

Nel 1964, una AC Cobra Daytona venne venduta al pilota britannico John Willment. Questa vettura, nota per le sue straordinarie prestazioni e il suo design rivoluzionario, fu protagonista di un incidente che la danneggiò pesantemente. Dopo l’incidente, la Cobra venne rimandata alla sede centrale di Shelby per le riparazioni necessarie, ma venne restituita senza scocca, lasciando Willment nella necessità di ricostruire la carrozzeria da zero.

John Willment si rivolse a Giovanni Ohlsen, progettista della Shelby, per creare una nuova scocca per la sua Cobra Daytona. Ohlsen accettò la sfida, e con grande maestria costruì una carrozzeria interamente in alluminio. Questa nuova scocca si distingueva nettamente dalle altre Daytona per alcune caratteristiche uniche: un frontale più aerodinamico, una coda rialzata e l’assenza del lunotto posteriore.

La Cobra Willment, con il suo design innovativo e le sue prestazioni migliorate, tornò presto in pista, pronta a competere ad alti livelli. Ai comandi di Jack Sears, la vettura conquistò la vittoria nella 3 ore di Snetterton, dimostrando immediatamente il suo potenziale. Successivamente, la Cobra Willment trionfò anche in una gara in Africa, consolidando la sua reputazione come macchina da corsa eccezionale.

Nel 1965, la Cobra Willment continuò a ottenere risultati notevoli. Tra i migliori piazzamenti ci fu un secondo posto al prestigioso Sussex Trophy, seguito da una vittoria nel Guards International Trophy. Questi successi non solo evidenziarono le capacità della vettura, ma anche l’abilità e la determinazione di John Willment e del suo team nel competere ai massimi livelli delle corse automobilistiche.

La storia della AC Cobra Daytona di John Willment è un esempio di resilienza e innovazione nel mondo delle corse. Nonostante le avversità, la vettura non solo venne riportata in vita, ma divenne anche una delle protagoniste delle competizioni, grazie alla visione e alla competenza di Giovanni Ohlsen.

Oggi, la Cobra Willment è ricordata non solo per i suoi successi in pista, ma anche come un simbolo di ciò che è possibile ottenere con passione, ingegno e determinazione. La sua eredità continua a ispirare piloti e appassionati di automobili in tutto il mondo, celebrando una delle epoche più affascinanti e competitive della storia dell’automobilismo.

Sbarro AC Cobra

Nel 1973, il celebre designer automobilistico Franco Sbarro intraprese un progetto ambizioso: la creazione di una replica dell’iconica AC Cobra. Questa vettura leggendaria, nota per le sue prestazioni eccezionali e il design distintivo, aveva lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo. Sbarro, con la sua passione per le auto classiche e il suo talento innato per il design, decise di rendere omaggio a questa icona creando una replica che ne rispettasse l’essenza e le caratteristiche distintive.

La replica di Sbarro non era una semplice imitazione. Egli si assicurò che ogni dettaglio fosse curato con la massima precisione per mantenere l’autenticità dell’originale AC Cobra. Al cuore di questa replica c’era il potente propulsore Ford V8 427, lo stesso motore che aveva contribuito a rendere la Cobra una delle auto più desiderate e performanti della sua epoca. Con i suoi 427 pollici cubici di cilindrata, questo motore garantiva alla replica una potenza e una velocità paragonabili a quelle dell’originale.

Un altro elemento chiave della replica di Sbarro era il telaio tubolare. Questo tipo di telaio, utilizzato anche nelle vetture da corsa, offriva una combinazione di leggerezza e rigidità strutturale, migliorando notevolmente la maneggevolezza e le prestazioni complessive dell’auto. La scelta del telaio tubolare dimostrava la volontà di Sbarro di non scendere a compromessi quando si trattava di prestazioni e sicurezza.

La replica della AC Cobra realizzata da Franco Sbarro non era solo un omaggio estetico, ma anche un’opera di ingegneria avanzata. Ogni componente della vettura, dalla carrozzeria al motore, era stato accuratamente selezionato e assemblato per garantire che l’auto non solo somigliasse all’originale, ma ne replicasse anche le prestazioni e la sensazione di guida.

Franco Sbarro è noto nel mondo dell’automobilismo per la sua abilità nel combinare design innovativo e ingegneria di alta qualità. La sua replica della AC Cobra del 1973 è un perfetto esempio di questa abilità, unendo l’estetica classica con una meccanica all’avanguardia. Questa vettura non è solo un tributo alla leggenda della Cobra, ma anche una testimonianza della passione e del talento di Sbarro.

La replica dell’AC Cobra di Franco Sbarro del 1973 è più di un semplice omaggio a una delle auto più iconiche della storia. È una celebrazione dell’arte del design automobilistico e dell’ingegneria, che continua a ispirare appassionati e collezionisti di automobili in tutto il mondo. Con il suo motore Ford V8 427 originale e il telaio tubolare, la replica di Sbarro rappresenta un perfetto equilibrio tra fedeltà storica e innovazione moderna, mantenendo vivo il mito della AC Cobra per le generazioni future.

AC Cobra 302 CRS

Nel 1998, la casa automobilistica AC ha presentato una nuova incarnazione della sua iconica Cobra, denominata 302 CRS. Questa versione moderna ha saputo mantenere intatto il fascino senza tempo della classica Cobra, pur integrando avanzamenti tecnologici e miglioramenti strutturali per adeguarsi agli standard contemporanei.

La 302 CRS è un perfetto esempio di come un’auto possa rimanere fedele alle sue radici pur abbracciando l’innovazione. Il design esterno della vettura rispecchia fedelmente quello della classica Cobra, con le sue linee sinuose e aggressive che evocano potenza e velocità. Tuttavia, sotto questa pelle classica si nasconde una struttura moderna e leggera.

Uno dei principali aggiornamenti della 302 CRS è il telaio in fibra di carbonio, che ha contribuito a ridurre il peso complessivo dell’auto a soli 1050 kg. Questa scelta non solo ha migliorato le prestazioni in termini di accelerazione e maneggevolezza, ma ha anche reso l’auto più efficiente e dinamica rispetto ai suoi predecessori con telai in acciaio o alluminio.

Per garantire che la nuova Cobra non fosse solo un omaggio estetico, AC ha dotato la 302 CRS di componenti all’avanguardia. Lo sterzo a cremagliera offre una risposta precisa e diretta, migliorando la sensazione di controllo e connessione con la strada. I freni a disco, una necessità per le auto moderne ad alte prestazioni, assicurano una potenza frenante affidabile e costante, migliorando la sicurezza e la capacità di gestione dell’auto in situazioni di guida impegnative.

Il cuore della 302 CRS è un potente motore 5.0 V8 da 225 cavalli. Sebbene possa sembrare meno impressionante rispetto ai motori da oltre 600 cavalli delle versioni storiche, il rapporto peso/potenza della 302 CRS è straordinario. Con 211 cavalli per tonnellata, la vettura offre un’esperienza di guida entusiasmante, capace di competere con molte delle sportive moderne.

Il design classico combinato con la tecnologia moderna ha reso la AC Cobra 302 CRS una vettura unica nel suo genere. Mentre molte auto sportive moderne puntano esclusivamente sulle prestazioni, la 302 CRS offre un perfetto equilibrio tra estetica, tradizione e innovazione. Questo equilibrio permette ai conducenti di godere dell’esperienza di guida autentica di una Cobra, con la sicurezza e le prestazioni migliorate che solo la tecnologia moderna può offrire.

La AC Cobra 302 CRS del 1998 rappresenta una riuscita fusione di passato e presente. Con il suo design senza tempo, il telaio in fibra di carbonio, lo sterzo a cremagliera e i freni a disco, questa vettura è un tributo moderno alla leggendaria Cobra. Mantenendo viva la tradizione e migliorando le prestazioni, la 302 CRS dimostra che le icone del passato possono evolversi senza perdere la loro essenza. Questa auto è destinata a rimanere un simbolo di innovazione e tradizione nel mondo dell’automobilismo.

AC Cobra 212 S/C

All’inizio del XXI secolo, l’AC ha deciso di portare avanti il leggendario nome della Cobra con una nuova interpretazione della vettura iconica: la Cobra 212 S/C. Questo nuovo modello, pur mantenendo il design classico che ha reso celebre la Cobra, introduceva una serie di aggiornamenti tecnologici e prestazionali che la rendevano una vera e propria potenza su quattro ruote.

Il design della Cobra 212 S/C rimaneva fedele all’originale, catturando l’essenza selvaggia e aggressiva della vettura che ha affascinato gli appassionati di auto sportive per generazioni. Tuttavia, sotto la superficie, la 212 S/C incorporava una serie di innovazioni tecnologiche che la rendevano una delle più avanzate vetture sportive sul mercato.

L’intera struttura della Cobra 212 S/C veniva realizzata utilizzando la fibra di carbonio, un materiale leggero e resistente che offriva un perfetto equilibrio tra peso ridotto e rigidità strutturale. Questo permetteva alla vettura di essere agile e maneggevole senza compromettere la sicurezza e la robustezza strutturale.

Sotto il cofano, la Cobra 212 S/C montava un poderoso motore V8 Lotus 3.5 Twin Turbocharged, in grado di erogare una potenza impressionante di 350 cavalli. Questo propulsore era abbinato a una trasmissione Tremec T56 a sei rapporti, che permetteva cambi di marcia rapidi e fluidi, garantendo prestazioni di guida eccezionali in ogni situazione.

Per mantenere il controllo della potenza del motore, la Cobra 212 S/C era equipaggiata con un differenziale Hydratrak BTR, che permetteva di distribuire la coppia in modo ottimale tra le ruote posteriori, garantendo una trazione ottimale in accelerazione e una maneggevolezza superba in curva.

La tenuta di strada della Cobra 212 S/C era affidata a pneumatici sportivi Avon, che offrivano un’aderenza eccezionale su qualsiasi superficie stradale. Gli impianti frenanti sportivi garantivano prestazioni di frenata potenti e affidabili, consentendo al conducente di fermare la vettura in sicurezza anche alle velocità più elevate.

La AC Cobra 212 S/C rappresentava l’evoluzione moderna di un’icona dell’automobilismo. Con il suo mix di design classico e tecnologia all’avanguardia, questa vettura era pronta a portare avanti il leggendario nome della Cobra nel nuovo millennio, continuando a ispirare e affascinare gli appassionati di auto sportive di tutto il mondo.

Ford Shelby Cobra Concept

Nel 2004, il marchio Shelby, in stretta collaborazione con la Ford, presentò al mondo una concept car destinata a riscrivere la storia dell’automobilismo sportivo: la Shelby Cobra Concept. Questo audace progetto si proponeva di incarnare lo spirito e l’essenza della leggendaria AC Cobra, reinterpretandola in chiave moderna e aggiornata per il nuovo millennio.

Al centro della Shelby Cobra Concept pulsava un cuore meccanico di straordinaria potenza: un motore V10 da 6.4 litri, sviluppato in collaborazione con la Ford. Con una potenza di 605 cavalli, questo propulsore ereditava il DNA del celebre Ford V8 427, ma con due cilindri in più e una serie di innovazioni tecniche che lo rendevano un vero e proprio gioiello di ingegneria. Grazie a queste migliorie, la Shelby Cobra Concept era in grado di raggiungere velocità da capogiro, con una velocità massima teorica di 427 km/h.

Per sostenere le prestazioni eccezionali del motore, la Shelby Cobra Concept era costruita utilizzando componenti in alluminio e fibra di carbonio, garantendo un rapporto peso-potenza ottimale e un’agilità senza compromessi. Il pianale e le sospensioni, derivati direttamente dalla Ford GT, assicuravano una maneggevolezza e una tenuta di strada di livello superiore, permettendo al conducente di sfruttare appieno il potenziale della vettura in ogni situazione di guida.

Esteticamente, la Shelby Cobra Concept manteneva le linee sinuose e aggressive della sua progenitrice, la leggendaria AC Cobra. Tuttavia, ogni elemento del design era stato rivisto e aggiornato per rispecchiare lo spirito del XXI secolo. Dalle linee aerodinamiche alla griglia frontale aggressiva, ogni dettaglio della vettura trasudava potenza ed eleganza, catturando lo sguardo e l’immaginazione di chiunque la osservasse.

La Shelby Cobra Concept del 2004 rappresentava non solo una visione del futuro dell’automobilismo sportivo, ma anche un omaggio rispettoso e appassionato a una delle vetture più iconiche della storia. Incarnando l’anima ribelle e audace della Cobra originale, questa concept car prometteva di portare avanti il leggendario nome della Shelby Cobra nel nuovo millennio, continuando a ispirare e affascinare gli appassionati di auto sportive di tutto il mondo.

Ford Shelby GR1

Nel 2005, la Shelby, in collaborazione con la Ford, ha dato vita a una concept car destinata a lasciare un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo: la Shelby GR1. Questo audace progetto, sviluppato sulla base della meccanica della precedente Cobra Concept e ispirato al leggendario design della Cobra Daytona, incarnava l’incontro perfetto tra passato e futuro, tradizione e innovazione.

La Shelby GR1 Concept, progettata da Manfred Tremotino e realizzata dal Ford Advanced Product Creation team, si ispirava alla leggendaria Cobra Daytona, celebrando il suo design iconico e aggressivo. Tuttavia, pur mantenendo le linee classiche della Daytona, la GR1 introduceva una serie di elementi moderni e innovativi che la rendevano unica nel suo genere. Dalla griglia frontale aggressiva ai muscolosi passaruota posteriori, ogni dettaglio del design rifletteva la potenza e l’eleganza della vettura.

Sotto il cofano, la Shelby GR1 montava lo stesso potente motore V10 da 605 cavalli utilizzato nella Cobra Concept, garantendo prestazioni mozzafiato e una potenza inebriante. Questo propulsore, gestito da un cambio manuale a sei marce, permetteva alla vettura di accelerare con ferocia e di raggiungere velocità da brivido, incarnando lo spirito indomito delle auto sportive Shelby.

Per realizzare la GR1, sono stati impiegati componenti derivati direttamente dalla Ford GT, tra cui il telaio e le sospensioni. Questo assicurava una base solida e affidabile su cui costruire la vettura, garantendo al contempo una maneggevolezza e una tenuta di strada eccezionali. Con la tecnologia e l’esperienza della Ford GT a disposizione, la Shelby GR1 prometteva di offrire un’esperienza di guida senza precedenti.

La Shelby GR1 Concept del 2005 rappresentava un omaggio rispettoso e appassionato alla ricca storia e al patrimonio di successi della Shelby. Incarnando l’anima e lo spirito delle leggendarie vetture sportive Shelby, questa concept car prometteva di portare avanti il mito e la tradizione del marchio nel nuovo millennio, continuando a ispirare e affascinare gli appassionati di auto sportive di tutto il mondo. Con il suo design iconico, le sue prestazioni mozzafiato e la sua tecnologia d’avanguardia, la Shelby GR1 era destinata a rimanere un’icona dell’automobilismo per gli anni a venire.

Shelby Cobra 289 50th Anniversary

Nel 2014, la Shelby ha deciso di celebrare un traguardo epico nell’automobilismo sportivo: il 50º anniversario dell’immissione sul mercato dell’AC Cobra. Per commemorare questa storica occasione, è stata creata una versione speciale della leggendaria Cobra, destinata a incarnare l’eredità e la passione che hanno reso questa vettura un’icona senza tempo nel mondo delle auto sportive.

La Shelby Cobra 50th Anniversary Edition è stata prodotta in soli 50 esemplari, rendendola un’autentica gemma per collezionisti e appassionati di auto d’epoca. Questa esclusiva edizione limitata cattura l’essenza e lo spirito della Cobra originale, offrendo un’esperienza di guida autentica e unica nel suo genere.

Ogni dettaglio della Cobra 50th Anniversary Edition è stato progettato per celebrare la ricca storia e il patrimonio di successi della vettura. La carrozzeria, disponibile sia in alluminio che in fibra di vetro, si ispira al design classico della Cobra originale, con parafanghi ristretti e numerose decalcomanie da gara commemorative che richiamano le gloriose gesta della vettura nelle competizioni.

Sotto il cofano, la Cobra Anniversary Edition monta il leggendario motore Ford V8 289, che eroga una potenza di 350 cavalli. Le sospensioni a quattro ruote indipendenti e il telaio tubolare assicurano una maneggevolezza precisa e una guida coinvolgente, permettendo al conducente di sfruttare appieno il potenziale della vettura su strada e pista.

La Shelby Cobra 50th Anniversary Edition non è solo un’auto, ma un vero e proprio pezzo di storia dell’automobilismo. Ogni esemplare di questa edizione limitata rappresenta un tributo tangibile alla passione, all’ingegno e alla dedizione che hanno reso la Cobra una leggenda vivente nel mondo delle corse automobilistiche.

Con la Cobra 50th Anniversary Edition, la Shelby ha dimostrato il suo impegno nel mantenere vivo il legame con il passato, mentre guarda al futuro. Questa vettura non è solo un tributo alla storia, ma anche un promemoria della passione e dell’entusiasmo che alimentano l’amore per le auto sportive in tutto il mondo. Con la sua bellezza senza tempo e le sue prestazioni straordinarie, la Cobra Anniversary Edition continua a ispirare generazioni di appassionati di automobili, mantenendo viva la leggenda della Cobra per gli anni a venire.