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Bugatti Type 57 Cabriolet del 1939 di Letourneur et Marchand

bugatti type 57 cabriolet del 1939 di letourneur et marchand

La Bugatti rimase di proprietà del Barone e della sua famiglia nel sud della Francia fino al 1956, quando fu venduta dalla vedova a Jean Laurent di Parigi. Fu proprio mentre era a Parigi che l’auto fu fotografata da Russ Sceli, “Bug Hunting”, per la sua apparizione in Road & Track.

A metà del 1956, l’appassionato americano Russ Sceli si recò in Europa, macchina fotografica e taccuino in mano, e iniziò a inseguire la Bugatti, che definì “il gioco caro di un ardente culto”. “Più parlavo con le persone, soprattutto con gli appassionati, più mi convincevo che se uno ha la fortuna di possedere una Bugatti, o riesce ad assicurarsene una, dovrebbe conservarla e custodirla per sempre, come un gioiello raro, o un una moglie disponibile che sopporterà le idiosincrasie di Bugatti”, scrisse nel suo diario di viaggio, pubblicato come “Bug Hunting Abroad” nel numero di gennaio 1957 di Road & Track.

Fu quell’articolo che rivelò per la prima volta agli occhi americani questa rara cabriolet Type 57 (nella foto RM Sotheby’s), carrozzata da Letourneur et Marchand, uno dei rari carrozzieri personalizzati il ​​cui lavoro corrispondeva ai progetti di Jean Bugatti per grazia e bellezza. Al tempo dell’articolo di Sceli, uno dei membri di quell’ardente culto aveva portato la cabriolet negli Stati Uniti, dove, a parte solo pochi brevi soggiorni all’estero, è rimasta da allora: un trofeo da conservare.

Secondo l’esauriente ricerca condotta su questa vettura dal noto storico della Bugatti Pierre-Yves Laugier, otto delle bellissime cabriolet Letourneur et Marchand furono costruite sul telaio Tipo 57 secondo il progetto dell’officina numero 5877. Questa vettura, numero di telaio 57587, fu la prima, come risulta dagli archivi del carrozziere. Inoltre, i documenti completi dell’agenzia parigina Bugatti riportano la costruzione dell’auto per il proprietario originale,il barone Georges de Cocq. Numerose lettere affascinanti, le cui copie sono incluse nel fascicolo, ricordano i primi anni di vita dell’auto, inclusa la sua riverniciatura nei colori attuali, nero e rubino, come notato dal pilota campione del mondo Robert Benoist, allora direttore della concessionaria di Parigi.

Tipici di un’automobile raffinata, numerosi dettagli su misura soddisfacevano le esigenze del Barone; il piantone dello sterzo è stato allungato di cinque millimetri, per adattarsi meglio alla sua corporatura e alla posizione di guida preferita, mentre Letourneur et Marchand ha realizzato gli esclusivi paraurti posteriori su disegno del Barone e, sopra di essi, ha montato un supporto per la sua canna da pesca. Successivamente la vettura fu esposta nello showroom parigino fino ad essere consegnata definitivamente al Barone nel marzo 1939, immatricolata come 1357 RM 4.

La Bugatti rimase di proprietà del Barone e della sua famiglia nel sud della Francia fino al 1956, quando, secondo la sua famiglia, fu venduta dalla vedova a Jean Laurent di Parigi. Fu proprio mentre era a Parigi, in attesa di essere venduta a Monsieur Laurent, che l’auto fu fotografata da Russ Sceli, “Bug Hunting”, per la sua apparizione in Road & Track.

Nel 1957, il telaio numero 57587 fu venduto dal concessionario Bugatti parigino Armand Beressi al dottor Milton Roth di Long Beach, California, uno dei più importanti primi “Bugattisti” americani, le cui meravigliose auto ora risiedono in alcune delle più belle collezioni di tutto il mondo. Mentre era di proprietà del Dr. Roth, l’auto è stata registrata nel famoso Bugatti Register and Data Book del 1962 di Hugh Conway. Successivamente passò al dottor Richard Riddell, membro di lunga data dell’American Bugatti Club ed ex presidente, e poi a Ed Scott, la cui proprietà è registrata nel 1979 nel American Bugatti Register. Successivamente passò a Jerry Symons della Pacific Palisades, quando ormai il motore originale, il numero 458, era stato sostituito con il motore numero 395.

Dopo che Robert Owens di Haverford, Pennsylvania, acquistò la cabriolet, intraprese un meritato restauro da concorso nelle mani di Mike Wilson. Nell’ambito di questo lavoro, il motore originale è stato diligentemente ricercato, acquisito e riunito all’auto, dopo una ricostruzione da parte di Jim Stranberg con un nuovo albero motore. Con questo motore e il corretto cambio Cotal, la Type 57 venne riportata ai colori originali con cui era stata presentata al Barone, completa del suo portacanne.

L’auto restaurata ha fatto la sua prima apparizione in uno show moderno al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach del 2004, vincendo il 2° posto di classe, proprio dietro al vincitore finale del Best of Show! Successivamente fece parte per un breve periodo di una collezione olandese, poi fu acquisita dal dottor J. Craig Venter della California. Di proprietà del dottor Venter, la Bugatti è stata preparata dalla Alan Taylor Company e riportata a Pebble Beach nel 2016.

Parte dell’illustre collezione del suo attuale proprietario dal 2017, l’auto si presenta ancora in bellissime condizioni generali, poiché è stata mantenuta secondo gli standard dei concorsi e ha continuato a fare apparizioni in mostre, vincendo un Amelia Award all’omonimo concorso nel 2018. È accompagnata dall’ampio rapporto di Laugier che descrive in dettaglio la storia dell’auto da quando era nuova, oltre a fotografie e fatture del lavoro svolto sotto la proprietà del Dr. Venter.

È una Bugatti semplicemente meravigliosa, il tipo di automobile che fa capire perché i membri di quell’ardente culto vengono cacciati così ferocemente, e poi posseduti il ​​più vicino possibile all’eternità. Conoscerla è ammirarla.