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Citroen DS, una storia tutta francese

In vent’anni, dal 1955 al 1975, questo iconico modello divenne un vero e proprio punto di riferimento. Quasi tutti i componenti erano realizzati in proprio dalla casa del double chevron che per gli altri si affidò ad aziende transalpine

Nell’ottobre del 1955, al Salone dell’Auto di Parigi, la Citroën DS19 fece il suo debutto ufficiale, sconvolgendo il mondo dell’automobile con la sua straordinaria modernità, tanto da essere considerata vent’anni avanti rispetto alle altre vetture dell’epoca. Una linea senza uguali e una meccanica tecnologicamente avanzata fecero di lei una vera regina ed un modello da seguire.

A soli due mesi dalla presentazione, le prime DS uscirono dalla fabbrica di Citroën a Parigi, dove l’intero stabilimento di Javel fu adattato per produrre questa rivoluzionaria automobile. Dalla produzione del motore alle fusioni in ghisa e alluminio, dalla linea di produzione della resina per il tetto alla selleria che impiegava la nuova spugna Dunlopillo (da Dunlop, il nome del produttore e Pillow, cuscino in inglese), quasi tutte le componenti della DS19 venivano realizzate nel cuore della capitale. Le particolarità non finivano qui: i cristalli ricurvi, prodotti da Saint-Gobain con tecnologie innovative, costituivano un elemento distintivo, così come le componenti elettriche fornite da SEV o Paris-Rhône e gli pneumatici Michelin. Alcuni parti negli anni a venire furono prodotte lontano da Parigi, come le parti in gomma fabbricate a Rennes-La Janais o nelle fonderie di Metz, ed altre componenti negli stabilimenti acquisiti da Citroën, come quello ex-Simca a Poissy, nei sobborghi di Parigi.

La produzione della DS crebbe gradualmente nel corso degli anni, arrivando a toccare quasi le centomila unità all’anno, coinvolgendo stabilimenti non solo in Francia ma anche in Sud Africa, nel Regno Unito, in Belgio, e persino in Australia, Yugoslavia, Argentina e Messico. Nel 1970, Citroën acquisì un vasto terreno vicino all’aeroporto di Le Bourget, nel comune di Aulnay-sous-Bois, dove costruì un nuovo polo industriale destinato a sostituire quello di quai de Javel, ormai inglobato nella città di Parigi. Nel 1973, la linea di montaggio per le versioni meno sofisticate della DS fu trasferita ad Aulnay, mentre quelle più complesse rimasero a Javel fino al 1975, quando il 24 aprile fu prodotta l’ultima DS, una 23 iniezione elettronica Pallas.

La produzione delle DS Break, invece, continuò ad Aulnay per un ulteriore anno, a causa della forte domanda di questo modello particolare, apprezzato anche come veicolo per trasporti speciali e per la consegna di merci.