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Fiat Coupé, la storia di un’epoca

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La Fiat Coupé era anche una vettura di sostanza. Il fatto che condividesse il pianale con modelli come la Fiat Tipo e la Bravo garantiva una base solida su cui costruire. La rigidezza torsionale del telaio era impressionante, fornendo una base stabile su cui poter contare anche durante le curve più impegnative.


La Fiat Coupé è stata davvero un’epoca a sé stante nel panorama automobilistico degli anni ’90 e dei primi anni del nuovo millennio. Ricordo ancora il primo giorno in cui ne vidi una per strada. Era come assistere a una fusione di eleganza e potenza, un connubio di design audace e prestazioni di alto livello. Il suo aspetto esteriore era senza dubbio uno dei suoi punti di forza. Il lavoro svolto da Chris Bangle e dal centro stile Pininfarina è stato semplicemente straordinario. Ogni linea, ogni curva sembrava raccontare una storia di grinta e di fascino. Ero affascinato dal modo in cui la sua carrozzeria fluiva senza soluzione di continuità, come se fosse stata plasmata dal vento stesso.

Ma non era solo questione di bellezza estetica. La Fiat Coupé era anche una vettura di sostanza. Il fatto che condividesse il pianale con modelli come la Fiat Tipo e la Bravo garantiva una base solida su cui costruire. La rigidezza torsionale del telaio era impressionante, fornendo una base stabile su cui poter contare anche durante le curve più impegnative. Ricordo le discussioni appassionate sugli schemi delle sospensioni e sulle scelte di progettazione. Si discuteva animatamente sul fatto che l’avantreno McPherson e il retrotreno con bracci longitudinali montati su telaio ausiliare fossero le scelte migliori per una vettura sportiva come questa. C’era chi sosteneva che questa configurazione non permettesse il recupero dell’angolo di camber durante il rollio della vettura, compromettendo l’aderenza in curva. Ma alla fine, la Fiat Coupé ha dimostrato di essere un’auto capace di offrire un’esperienza di guida entusiasmante, nonostante le critiche.

E poi c’erano i motori. Una gamma variegata, esclusivamente a benzina, che spaziava dai 1.800 cm³ ai 2.000 cm³, con versioni turbo per chi cercava prestazioni ancora più spinte. Ogni motore portava con sé una personalità unica, ma tutti condividendo lo spirito sportivo che faceva battere il cuore di questa coupé. La produzione in serie, superando i 70.000 esemplari in sei anni, testimonia il successo e l’apprezzamento che questa vettura ha ricevuto da parte degli appassionati di auto in tutto il mondo. Era un simbolo di un’epoca, un’opera d’arte su quattro ruote che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo italiano. Anche se la produzione è cessata nel 2000, la Fiat Coupé vive ancora nei ricordi di coloro che hanno avuto il privilegio di possederne una o di guidarne una. È una di quelle auto che rimarranno sempre nel cuore degli appassionati, un’icona di stile e di prestazioni che continua a ispirare anche oggi.

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Coupé Fiat

La storia della Fiat Coupé

La Fiat Coupé fece il suo debutto nel dicembre del 1993, con il lancio ufficiale avvenuto nel febbraio dell’anno successivo in Italia, seguito dalla presentazione in Europa durante la tarda primavera dello stesso anno. Era un’attesa che cresceva giorno dopo giorno, alimentata dalle anticipazioni sulle sue prestazioni e sul suo design audace. Sotto il cofano pulsava il cuore di un vero atleta dell’asfalto: il motore “Bialbero Lampredi” da 1.995 cm³, disponibile sia in versione aspirata da 102 kW (139 CV) che in versione turbo da 140 kW (190 CV). Questi propulsori, condivisi con alcuni modelli Lancia come la Delta prima e seconda serie, conferivano alla Coupé una potenza e una coppia sorprendenti, garantendo prestazioni di alto livello.

La versione turbo da 140 kW (190 CV) faceva particolarmente scalpore per le sue accelerazioni fulminee, tanto da far registrare tempi di 0-100 km/h in circa 7 secondi, superando le prestazioni dichiarate ufficialmente da Fiat. La sua velocità massima dichiarata era di 225 km/h, ma durante i test della rivista Quattroruote, raggiunse quasi i 238 km/h, confermando la sua indiscussa grinta. Era evidente che una vettura così performante richiedeva anche un sistema di controllo avanzato. Le versioni sovralimentate montavano di serie un differenziale autobloccante meccanico a giunto viscoso chiamato Viscodrive. Questo sistema, noto come Ferguson, migliorava la stabilità e limitava i serpeggiamenti durante le accelerazioni brusche o in caso di perdita di aderenza, assicurando una guida più sicura e reattiva. Le vendite nel primo periodo furono oltre le aspettative, con circa 17.000 ordini registrati entro novembre del 1994. Era chiaro che la Fiat Coupé aveva catturato l’attenzione e il desiderio di un pubblico affamato di prestazioni e stile. Era il momento in cui il mito della Coupé Fiat iniziava a prendere forma, lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo sportivo.

Nel giugno del 1996, la Fiat Coupé si arricchì con l’introduzione di un nuovo motore, già presente sulla Fiat Barchetta, ma con una cilindrata leggermente più contenuta: un quattro cilindri da 1.747 cm³ che sviluppava 96 kW (131 CV). Ma l’evoluzione non si fermò qui. Pochi mesi più tardi, sia le versioni aspirate che turbo ricevettero un trattamento ancora più potente con l’arrivo di una nuova generazione di motori a cinque cilindri in linea. Questi nuovi propulsori, dotati di 20 valvole, rappresentavano un salto di qualità in termini di potenza e prestazioni. La versione aspirata erogava 108 kW (147 CV), mentre quella turbo raggiungeva la sorprendente potenza di 160 kW (220 CV). Entrambi i motori erano caratterizzati da un albero controrotante di equilibratura, fasatura variabile delle valvole lato aspirazione e un sistema di accensione con bobina specifica dedicata per ogni cilindro.

La versione turbo, in particolare, faceva leva su un turbocompressore Garrett TB2810 e un intercooler con overboost, garantendo una coppia motrice di 310 N⋅m (31,6 kg⋅m) disponibile già a 2.500 giri al minuto. La potenza massima di 160 kW (220 CV) veniva erogata a 5.750 giri al minuto. La progettazione di questo propulsore fu particolarmente attenta ai dettagli, con l’aggiunta di un tromboncino di aspirazione ad effetto Venturi che migliorava la fluidodinamica dell’aria aspirata dal motore ad alto e medio numero di giri. L’ampio range di utilizzo e la rotondità di funzionamento facevano sì che questo motore si avvicinasse alle prestazioni di un sei cilindri in linea, grazie anche all’ottimale lavoro dei tecnici nella messa a punto dei condotti di aspirazione, scarico, fasatura della distribuzione e inerzia del gruppo turbocompressore. Nel 1998, la versione aspirata da 108 kW (147 CV) venne sostituita con una nuova variante da 113 kW (154 CV), equipaggiata con un sistema VIS con collettori aspirazione a lunghezza variabile, confermando l’impegno costante di Fiat nell’offrire prestazioni sempre più competitive e una guida emozionante con la Fiat Coupé.

In quegli anni d’oro, la Fiat Coupé si affermò come la vettura a trazione anteriore più veloce mai prodotta dalla casa torinese. La sua motorizzazione di punta, una vera e propria forza della natura, portò la coupé ad un livello di prestazioni senza precedenti. Con una velocità massima dichiarata di 250 km/h, e nelle versioni a sei marce prodotte dal 1999 in poi, capace di scattare da 0 a 100 km/h in appena 6,3 secondi (dato ufficiale Fiat) e 6,5 secondi per le versioni a cinque marce, la Fiat Coupé si impose come un’icona di potenza e agilità su strada. Già nel novembre del 1996, in un test condotto dalla rivista Automobilismo, il modello Coupé 20v turbo raggiunse i 100 km/h in soli 6,1 secondi, superando addirittura le prestazioni dichiarate. Ma le prove non finirono qui. Durante un test condotto da Quattroruote su un esemplare della Fiat Coupé Limited Edition equipaggiata con il motore 2.0 Turbo da 160 kW (220 CV), si registrò una velocità di 252,029 km/h in quinta marcia, confermando la sua potenza e la sua tenuta di strada anche ad altissime velocità.

Ma non erano solo le prestazioni a far parlare di sé la Fiat Coupé. Già dal 1994, era disponibile un kit estetico firmato Abarth/Zender, comprensivo di minigonne, paraurti anteriore dal disegno distintivo, sottoparaurti posteriore (simile all’originale ma più pronunciato) e uno spoiler posteriore che aumentava il carico aerodinamico sul retro della vettura, conferendo una maggiore stabilità alle alte velocità. Questo spoiler, posizionato nella parte verticale del baule anziché sopra, rappresentava un’elegante estensione della carrozzeria. I ricambi erano disponibili con marchiatura sia Abarth che Zender, aggiungendo un tocco di personalizzazione e sportività. Inoltre, per la versione 20v turbo, erano disponibili anche i sedili Recaro, conferendo un ulteriore tocco di prestigio e comfort alla già impressionante Fiat Coupé.

interni fiat coupé
interni fiat coupé

Tutte le special edition

20V Turbo Limited Edition (1998)

Nel 1998, la Fiat Coupé mise in scena un’edizione speciale che sarebbe rimasta nell’immaginario degli appassionati: la 20V Turbo Limited Edition. Questa versione esclusiva, oltre al nuovo cambio a 6 marce, vantava una serie di miglioramenti e dettagli che la rendevano un vero e proprio gioiello dell’automobilismo.

Tra le caratteristiche distintive di questa Limited Edition, spiccava l’impianto frenante potenziato della Brembo, completo di dischi forati e pinze Brembo a 4 pistoncini rosse. Il motore era adornato da un coperchio coprivalvole rosso e ogni esemplare presentava una targhetta numerata posta sopra allo specchietto retrovisore interno, conferendo un tocco di esclusività. Il disegno del tachimetro arrivava fino a 280 km/h, sottolineando le incredibili prestazioni della vettura.

Esteticamente, la Limited Edition era impreziosita da particolari attentamente curati. La barra duomi antitorsione era rossa Sparco, mentre le scritte esterne 20V Turbo sui montanti laterali erano completamente rosse. All’interno, si trovavano pedaliera completa Sparco Reflex, volante in pelle nera con poggiapollici in pelle rossa traforata, pomello del cambio in pelle nera e pelle rossa traforata, e pannelli degli sportelli in pelle rossa traforata. I sedili sportivi Recaro erano un vero trionfo di stile, con pelle nera sui lati e traforata rossa al centro nella seduta e nello schienale.

Il kit aerodinamico, composto da minigonne e baffi anteriori sottoparaurti, conferiva un tocco di aggressività alla vettura, mentre i dettagli in tinta grigia, come il fondo dei fanali anteriori e i contorni dei fanali posteriori, aggiungevano un’eleganza sobria.

La Limited Edition era disponibile in cinque colori distinti: grigio vinci, nero pastello, rosso pastello, chrono gray e grigio steel. Ogni esemplare era numerato e certificato, e sebbene la previsione di produzione fosse di soli 300 pezzi, si stima che ne siano stati distribuiti circa 1.600. Le ultime Limited Edition della serie montavano le 225/45/16″ anziché le 205/50/16″ e presentavano la mascherina anteriore della versione 20v Turbo Plus a cellette. Era una combinazione di prestazioni di alto livello e stile senza compromessi, che ha reso la Fiat Coupé 20V Turbo Limited Edition una delle versioni più ambite e celebrate di sempre.

20V Turbo Plus (1999)

Tra il 1999 e il 2000, venne introdotta una versione speciale della Fiat Coupé nota come 20V Turbo Plus. Questa variante, sebbene simile alla 20V Turbo Limited Edition, non era prodotta in serie numerata, ma offriva comunque un allestimento sportivo di grande impatto.

Il cuore di questa versione era rappresentato dalle pinze freni Brembo a 4 pistoncini di colore rosso e dai dischi freno forati, che garantivano una potenza di arresto eccezionale. Il cambio a 6 marce, abbinato al coprivalvole motore rosso, conferiva un tocco di sportività e raffinatezza.

Il design era curato nei minimi dettagli, con gomme maggiorate da 225/45/16 montate su cerchi dal disegno specifico a razze sdoppiate. L’illuminazione interna era rossa anziché arancione, creando un’atmosfera avvolgente nell’abitacolo. Il tachimetro manteneva il fondoscala a 280 km/h, ma con fondo bianco anziché nero, mentre il tasto di avviamento motore era satinato, conferendo un tocco di modernità.

La 20V Turbo Plus vantava anche una serie di dettagli estetici distintivi, come la barra duomi antitorsione Sparco e il kit aerodinamico carrozzeria di serie, comprensivo di minigonne e baffi anteriori. Gli interni erano impreziositi da sedili sportivi Recaro in pelle nera ai lati e nera traforata nella parte centrale, con cuciture rosse o bianche a scelta del cliente. La cuffia del freno a mano e quella del cambio, così come i pannelli degli sportelli, il pomello del cambio e la leva del freno a mano, erano in pelle nera con cuciture rosse o bianche, aggiungendo un tocco di eleganza e raffinatezza.

Tra gli optional, esclusivi per la versione Plus, vi era la possibilità di scegliere il colore Bianco Perla (208/A), a un costo di circa 3.000.000 di lire. Altri optional inclusi erano gli airbag laterali inseriti nei sedili Recaro nelle vetture prodotte dalla fine del 1999 in poi, confermando l’impegno di Fiat nel garantire la massima sicurezza e comfort ai propri clienti.

20V Turbo M.y. ’99 (1999)

Tra il 1999 e l’inizio del 2000, la Fiat Coupé ricevette un aggiornamento significativo con la serie denominata 20V Turbo MY’99. Questa versione rappresentava un restyling della precedente edizione del 1997, prendendo spunto da alcune caratteristiche della Turbo Plus.

L’aggiornamento includeva dettagli come il cambio a 6 marce, l’avviamento a pulsante grigio e il design dei cerchi da 16″ con gomme 225/45/16, così come i fondini della strumentazione bianchi. Tuttavia, la Turbo MY’99 non presentava più le pinze dei freni rosse e il coperchio punterie rosso, che erano tornati al grigio come sulla 20V Turbo del 1997.

Alcuni accessori, come le minigonne, i baffetti anteriori e la barra duomi, erano disponibili come optional o come parte di un pacchetto sportivo, offrendo così la possibilità di personalizzare ulteriormente la vettura secondo i gusti del cliente. Tuttavia, per questa versione non erano più disponibili i sedili in pelle nera con cuciture rosse della Recaro. Al loro posto, venivano montati i sedili tipici della Fiat Coupé del 1997, meno sportivi ma con l’aggiunta degli airbag laterali come optional. Questi sedili presentavano un tessuto leggermente colorato e la scritta Turbo bianca al centro del sedile sotto il poggiatesta.

In alternativa, era possibile optare per gli interni in pelle rossa Cartier, aggiungendo un tocco di eleganza e raffinatezza alla vettura. La 20V Turbo MY’99 rappresentava dunque un’evoluzione della Fiat Coupé, mantenendo l’essenza sportiva e lo spirito innovativo che l’avevano resa una delle coupé più amate degli anni ’90.