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Fiat Uno Turbo ie, grinta tutta torinese

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Presentata nel 1985, era la risposta alla Golf GTi e alla 205 GTI. Fu la prima vettura dell’azienda italiana a montare il turbocompressore

La Golf, la Volkswagen Golf. Era quella l’ossessione dei concorrenti dell’azienda tedesca. La compatta disegnata da Giorgetto Giugiaro a metà anni ’70 aveva scombinato il mercato anche grazie alla GTI una versione sportiva ed aggressiva che riscosse un grande successo soprattutto tra i giovani che aspettavano un modello grintoso ad un prezzo, tutto sommato, accessibile. Nel 1983, la Peugeot rispose con la sua 205 GTI mentre la Fiat attese ancora.

Il turbo all’epoca era la nuova frontiera dell’auto. Sulla scia dei motori montati sulle monoposto di Formula 1 il turbocompressore arrivò anche sulle vetture stradali e la Uno Turbo i.e. presentata nel 1985, fu la prima Fiat, e la prima sportiva di grande diffusione, con un motore sovralimentato. Dall’utilitaria gli ingegneri fecero nasce una piccola e cattiva granturismo per intercettare coloro che volevano avere una vettura sportiva e grintosa. Che divenne ben presto un mito per i ventenni di allora. E non solo per loro. Poco appariscente, a suo modo elegante, la Uno Turbo i.e. era adatta anche a chi, superati da tempo i vent’anni, voleva comunque divertirsi senza dare troppo nell’occhio.

Esteriormente la riconosci dal piccolo spoiler sul portellone posteriore e dai cerchi in lega con l’iconico scorpione dell’Abarth, sulla griglia anteriore trova posto la scritta “Turbo i.e”. Basta. Sportiva ed elegante al tempo stesso. Nell’abitacolo l’anima sportiva si vede subito. I sedili avvolgenti con appoggiatesta incorporato sono realizzati in tessuto nero con inserti rossi, stesso motivo per i pannelli delle portiere. L’abbinata tra i due colori si ritrova anche nella strumentazione e nel volante a quattro razze con al centro la denominazione del modello in caratteri rossi. Ad esaltarne l’anima sportiva il pedale dell’acceleratore traforato come si usa sulle vetture da corsa.

I cavalli tirati fuori da quel quattro cilindri di 1300 cc sono a tre cifre: 105 CV, gli stessi della 205 GTI e cinque in meno della Golf GTI che però avevano entrambe un motore di 1600 cc. Il peso ridotto e la maneggevolezza sono i suoi punti di forza: con un peso di appena 845 chilogrammi, la Uno Turbo impiega 8”1 per andare da 0 a 100 km/h e raggiunge i 200 chilometri orari. Con la seconda serie, apparsa nel 1989, la Fiat si spinge più avanti: il motore sale a 1372 cc e la potenza cresce a 118 CV. Un filetto rosso lungo i paraurti e le fiancate e la scritta ”Turbo i.e.”, vicino al parafango posteriore, identificano la versione che resterà in commercio fino al 1995. Nel cuore di tutti ci resta, invece, ancora adesso.

Il contesto generale

In breve tempo, questa sportiva torinese ha conquistato un posto di rilievo nella categoria grazie a una serie di miglioramenti apportati al motore della versione base, che hanno aumentato la sua fluidità e regolarità di funzionamento, oltre a ottimizzare consumi ed emissioni. Il propulsore era dotato di due centraline distinte: una per l’iniezione elettronica Multipoint Bosch LE-Jetronic e una per l’accensione elettronica Magneti Marelli Microplex MED.

Il turbocompressore utilizzato era un modello giapponese IHI VL2, raffreddato ad acqua, con una pressione massima di sovralimentazione di 0,55 bar e dotato di Intercooler aria/aria per ridurre la temperatura dell’aria in ingresso nei cilindri. Inoltre, era disponibile un radiatore olio posizionato accanto al turbocompressore, dietro il paraurti anteriore.

Il motore, di 1301 cc turbocompresso (sigla motore 146A2000), originariamente montato sulla Uno 70 SX con una potenza di 48 kW/65 CV, è stato opportunamente rivisto nella testata e nei passaggi acqua per la versione sovralimentata. Il monoblocco, sviluppato appositamente per la Uno Turbo, era derivato dai motori della Fiat 128 e della Ritmo da 1116 cc, mantenendone l’alesaggio ma con una corsa del 1498 cc montato sulla Lancia Delta 1.5 LX.

Il motore era in grado di erogare una potenza di 77 kW (105 CV) a 5750 rpm e una coppia massima di 147 Nm a 3200 rpm, offrendo prestazioni notevoli come una velocità massima di 200 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 9 secondi. Anche i cerchi in lega erano specifici per la Turbo I.E., con misura da 13 pollici interamente diamantati con canale da 5,5 pollici, abbinati a pneumatici da 175/60 e coppe coprimozzo con il logo dello scorpione Abarth su sfondo rosso.

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La prima serie

Dotata di prestazioni brillanti, con una velocità massima di 205 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 8,3 secondi, questa vettura è stata accolta con grande entusiasmo dagli appassionati del settore. Tuttavia, nonostante le sue prestazioni sportive, la Uno Turbo I.E. offre anche consumi contenuti, grazie all’efficienza dell’iniezione elettronica.

Sul fronte della meccanica, la Uno Turbo I.E. è dotata di un cambio a 5 marce, derivato da quello della Fiat Ritmo 105 TC, conosciuto come “a leve basse”. L’impianto frenante è costituito da freni a disco autoventilati anteriori da 240 mm di diametro e freni a disco posteriori da 227 mm, garantendo una frenata efficace e sicura in tutte le condizioni di guida.

Dal punto di vista estetico, la vettura presenta un paraurti anteriore ridisegnato, arricchito da fendinebbia di serie e due feritoie aggiuntive per il raffreddamento dell’olio motore e dell’aria di sovralimentazione (intercooler). Gli archetti passaruota e le minigonne, identici a quelli della versione SX, conferiscono alla vettura un aspetto sportivo e dinamico. Sul retro, spicca un portellone dedicato con uno spoiler integrato realizzato in vetroresina e un terminale di scarico cromato con uscita piatta.

All’interno, i sedili in velluto nero con l’emblema Fiat (le 5 barrette rosse) offrono comfort e supporto durante la guida. La plancia presenta uno schienale del sedile e una parte arrotondata realizzati in un materiale plastico morbido, mentre la moquette pavimento è di colore rosso senza poggiapiede. Le cinture di sicurezza sono nere e lo specchietto interno è dotato di un orologio a cristalli liquidi rossi.

Il modello del 1985 si distingue per l’assenza delle strisce adesive in fiancata e sul portellone, mentre nel 1986 viene introdotta la model year ’86 con alcune modifiche esterne, tra cui l’aggiunta di particolari in plastica in tinta e strisce adesive. Viene anche eliminato l’orologio digitale a illuminazione rossa, sostituito da un orologio a cristalli liquidi verdi, e viene aggiunto un nuovo quadro strumenti digitale prodotto dalla Nippon-Seiki.

Nel novembre 1987, con l’introduzione del model year ’88, la Uno Turbo I.E. subisce un restyling più significativo, con l’introduzione dell’Antiskid, un sistema frenante con antibloccaggio prodotto dalla AP Lockheed. Vengono aggiunti nuovi cerchi in lega grigio scuro, nuovi rivestimenti interni e nuove fasce adesive sulle fiancate. Inoltre, vengono introdotti coprimontanti delle portiere e contorni di parabrezza e lunotto in nero opaco.

Con una vasta gamma di optional disponibili, tra cui vernice metallizzata, tetto apribile, chiusura centralizzata e alzacristalli elettrici, la Fiat Uno Turbo I.E. offre agli acquirenti la possibilità di personalizzare la propria vettura in base alle proprie esigenze e preferenze.

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La seconda serie

La Fiat Uno Turbo IE ha segnato un importante passo avanti nel settembre del 1989, quando Fiat ha deciso di rinfrescare il modello per mantenere la sua competitività sul mercato. In particolare, la Uno Turbo IE è stata dotata di un nuovo motore da 1372 cc (codice motore 146A8000), già utilizzato sulla Fiat Tipo 1.4 ma opportunamente modificato per adattarsi alle specifiche della Uno. Questo nuovo propulsore ha rappresentato un notevole incremento di potenza, portando la Uno Turbo IE a erogare 85 kW (116 CV). Grazie a questa potenza aggiuntiva, le prestazioni della vettura sono notevolmente migliorate, con uno scatto da 0 a 100 km/h completato in soli 7,7 secondi e una velocità massima di 205 km/h.

Un’altra novità significativa è stata l’adozione di un turbocompressore Garrett T2 con una pressione massima di sovralimentazione di 0,75 bar. Questo turbocompressore è stato progettato per entrare in azione già a bassi regimi, intorno ai 2200 giri al minuto, garantendo una risposta rapida e una guida più vivace.

Per rispettare le normative antinquinamento vigenti in alcuni mercati come la Germania e la Svizzera, è stata introdotta una versione catalizzata del motore da 1301 cc (codice motore 146A2246), denominata Uno Turbo IE Kat Europa. Questo modello, pur essendo leggermente meno potente con 101 CV (74 kW), è stato caratterizzato da prestazioni ancora degne di nota, con una velocità massima di 191 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,1 secondi. Anche se originariamente destinato a quei mercati, alcuni esemplari sono stati importati anche in Italia.

Successivamente, nel giugno del 1991, è stata introdotta una versione ecologica della Uno Turbo IE per il mercato italiano, chiamata Turbo IE Kat Racing, conforme alla Direttiva 91/441 (Euro 1). Questo modello, equipaggiato con un catalizzatore e una sonda lambda, ha visto una leggera diminuzione della potenza a 112 CV (82 kW), ma ha continuato a offrire prestazioni rispettabili, con una velocità massima di 200 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi. La Turbo IE Kat Racing è rimasta in produzione fino alla fine del 1993, affiancata dalla versione non ecologica fino al 1992.

Dal punto di vista estetico, la seconda serie della Uno Turbo IE ha mantenuto un carattere sportivo ma più sobrio rispetto alla precedente. Sono stati introdotti nuovi paraurti, sia anteriore che posteriore, con un design più moderno e lineare. I fari posteriori esclusivi di questa versione presentavano una nuova grafica, con un tocco sportivo aggiuntivo. Anche i cerchi in lega sono stati ridisegnati, con un disegno a quattro razze che conferiva un aspetto dinamico alla vettura.

All’interno, l’abitacolo della seconda serie è stato aggiornato con un arredamento più moderno e pratico, oltre a una migliore qualità dei materiali e degli assemblaggi. I sedili a quadretti neri e grigi, insieme al volante a tre razze Momo in pelle, conferivano un tocco sportivo all’ambiente interno. Il quadro strumenti, sia analogico che digitale, era completo e moderno, offrendo al conducente tutte le informazioni necessarie sulla vettura.

Complessivamente, la Fiat Uno Turbo IE della seconda serie ha rappresentato un’evoluzione significativa del modello originale, offrendo prestazioni superiori e un design più moderno, mantenendo al contempo il suo carattere sportivo e divertente da guidare.