GP d’Europa 1993: la gara in cui Senna umiliò Prost

ayrton senna, gp d'europa 1993

Il suo talento è stato messo in mostra in modo straordinario mentre navigava tra le difficoltà del bagnato, dimostrando una padronanza della macchina e una determinazione che ha lasciato il pubblico e gli avversari senza fiato. Il suo stile di guida aggressivo ma preciso, è stato semplicemente spettacolare da vedere.

11 aprile 1993, un momento epico nella storia della Formula 1: il Gran Premio d’Europa a Donington Park. Ma oltre a essere una gara di Formula 1, quell’evento è destinato a divenire un’icona, una leggenda che continua a bruciare nell’immaginario degli appassionati di corse automobilistiche di tutto il mondo. Per coloro che erano presenti o che hanno avuto la fortuna di vederlo in televisione, la performance di Ayrton Senna (nella foto di Karting Nord) in quella gara è rimasta impressa nella memoria collettiva come una delle più grandi esibizioni individuali nella storia dello sport automobilistico. Quella fu la gara in cui Senna umiliò Prost. Ma cosa rende così straordinario quel giorno e perché, anche dopo decenni, continua a suscitare emozioni così forti?

Ma tiriamo un attimo il freno a mano. Così. Di colpo. Riavvolgiamo il nastro per vivere quell’evento. Torniamo indietro nel tempo, ai primi anni ’90, un’epoca in cui la Formula 1 era guidata da leggende come Senna, Prost e Schumacher, in un periodo di transizione tecnologica e di dominio delle macchine con motore turbo. Donington Park, un circuito storico situato nel Regno Unito, era pronto ad ospitare il Gran Premio d’Europa del 1993, con un’atmosfera carica di aspettative e emozioni. Ayrton Senna era già un’icona del motorsport, con due titoli mondiali e numerose vittorie alle spalle. Ma ciò che ha reso quella giornata così speciale è stata la sua incredibile capacità di dominare la gara in condizioni climatiche avverse. Partito dalla quinta posizione sulla griglia di partenza, Senna ha compiuto un primo giro magistrale, guadagnando quattro posizioni e portandosi in testa alla corsa.

Il suo talento è stato messo in mostra in modo straordinario mentre navigava tra le difficoltà del bagnato, dimostrando una padronanza della macchina e una determinazione che ha lasciato il pubblico e gli avversari senza fiato. Il suo stile di guida aggressivo ma preciso, unito alla sua capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni della pista, è stato semplicemente spettacolare da vedere. Ma la vittoria di Senna non è stata solo una dimostrazione di abilità tecnica e coraggio. È stata anche una dimostrazione di intelligenza tattica e strategica, poiché ha saputo sfruttare al massimo ogni opportunità che si è presentata durante la gara. La sua capacità di leggere la pista e prendere decisioni rapide e coraggiose è stata davvero fuori dal comune, facendo sì che quel giorno diventasse una leggenda vivente.

Per molti, quel primo giro a Donington Park è stato il momento culminante della carriera di Ayrton Senna, un momento in cui ha dimostrato al mondo intero di essere un vero maestro della Formula 1. Ma oltre alla sua grandezza individuale, quella gara ha anche lasciato un’impronta duratura sulla storia dello sport automobilistico, diventando uno dei momenti più iconici e amati nella storia della Formula 1. Anche dopo decenni, il Gran Premio d’Europa del 1993 a Donington Park continua a essere ricordato e celebrato come uno dei momenti più emozionanti e indimenticabili nella storia dello sport automobilistico. E anche se il tempo può passare e le stagioni possono cambiare, il ricordo di quella giornata e della straordinaria performance di Ayrton Senna rimarrà sempre vivo e vibrante nei cuori e nelle menti di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere presenti.

Sintesi del GP d’Europa 1993

Il Gran Premio d’Europa del 1993 a Donington Park è stato un evento che ha fatto la storia della Formula 1, una gara caratterizzata da condizioni climatiche avverse e da una performance straordinaria da parte di Ayrton Senna, che ha conquistato la vittoria in una delle più grandi esibizioni individuali mai viste nel mondo delle corse automobilistiche. Ma oltre alla brillantezza di Senna, la gara ha offerto una serie di avvenimenti che hanno reso l’evento ancora più epico e memorabile.

Le qualifiche hanno visto la supremazia delle Williams, con Alain Prost e Damon Hill che hanno dominato la griglia di partenza, rispettivamente primo e secondo. Michael Schumacher, con la sua Benetton, si è piazzato al terzo posto, ma con un distacco significativo dalla pole position di Prost. Dietro di loro si sono piazzati piloti del calibro di Senna, Wendlinger, Andretti, Lehto, Berger, Alesi e Patrese.

La gara è partita sotto la pioggia battente, creando immediatamente condizioni difficili per i piloti. Prost e Hill hanno mantenuto le prime posizioni al via, mentre Schumacher ha chiuso Senna, che a sua volta è stato superato da Wendlinger. Ma è stato durante il primo giro che Senna ha dimostrato la sua eccezionale abilità: superando Schumacher già alla prima curva, ha poi effettuato una serie di sorpassi mozzafiato su Wendlinger, Hill e infine Prost, guadagnando la testa della corsa in modo spettacolare.

Da lì in poi, Senna ha dominato la gara, gestendo con maestria le mutevoli condizioni meteo e ampliando costantemente il suo vantaggio sugli inseguitori. La gara è stata caratterizzata da brevi acquazzoni che hanno costretto i piloti a effettuare numerosi cambi gomme, ma Senna è rimasto calmo e concentrato, mantenendo sempre il controllo della situazione. Il resto della gara ha visto alcuni incidenti e ritiri, ma Senna è rimasto indiscusso in testa, conquistando la sua seconda vittoria consecutiva davanti a Hill, mentre Prost è stato addirittura doppiato dal brasiliano. Dietro di loro, Herbert ha ottenuto un ottimo quarto posto, seguito da Patrese e Barbazza, quest’ultimo conquistando il suo primo punto in carriera.

Un momento di sfortuna è stato riservato a Barrichello, che mentre si trovava in zona podio al terzo posto, è stato tradito dalla sua Jordan a cinque giri dalla fine, perdendo così la possibilità di salire sul podio. Questo ha permesso a Prost di conquistare la terza posizione, nonostante avesse perso la seconda piazza a causa di numerose soste ai box e di un problema con la frizione durante una di esse.

In conclusione, il Gran Premio d’Europa del 1993 a Donington Park è stato un evento che rimarrà per sempre nella memoria degli appassionati di Formula 1, grazie alla straordinaria performance di Ayrton Senna e agli avvenimenti emozionanti che hanno caratterizzato la gara. È stato un momento di pura magia e adrenalina, che ha catturato l’essenza dello sport automobilistico e ha dimostrato perché la Formula 1 è così amata e seguita in tutto il mondo.

ayrton senna vince il gp 1993
Ayrton senna vince il GP d’Europa 1993

Perché fu una gara indimenticabile

Non solo è stata la prima volta che la massima categoria iridata si è svolta su questo circuito, ma la gara è stata caratterizzata da una serie di circostanze che hanno reso il giorno memorabile per sempre.

Il primo punto da considerare è l’inesperienza dei piloti sulla pista di Donington Park. Durante il weekend, le prove si sono svolte solo in condizioni di asciutto, quindi quando è arrivata la pioggia durante la gara, è stato un fattore completamente nuovo e sconosciuto per la maggior parte dei concorrenti. Come sottolinea Jean Alesi, la combinazione di una pista sconosciuta e le condizioni di aderenza mutevoli ha rivoluzionato completamente le aspettative per la gara.

Il secondo aspetto chiave è stato il divario tecnico tra le vetture. Mentre i piloti della McLaren-Ford, in particolare Ayrton Senna, si trovavano in una situazione di chiara inferiorità rispetto alle potenti Williams di Prost e Hill, la pioggia ha rimescolato le carte in tavola. Senna, abilmente, è riuscito a capitalizzare sulle condizioni imprevedibili per superare i favoriti e portarsi in testa alla corsa.

Il terzo punto cruciale è stata proprio l’arrivo della pioggia. Sebbene non sia stata una tempesta torrenziale, la costante pioggerellina ha reso la pista scivolosa e pericolosa, specialmente a causa dei dislivelli che creavano piccoli fiumicci e rischi di aquaplaning. La capacità di Senna di guidare con maestria su una pista così insidiosa è stata davvero eccezionale, soprattutto considerando la sensibilità delle vetture dell’epoca ai rischi di perdita di controllo.

Inoltre, va considerato che le monoposto del 1993 non avevano ancora la protezione dello scalino per evitare l’aquaplaning, rendendo la sfida ancora più impegnativa. Senna, nonostante guidasse una vettura instabile e in condizioni precarie, è riuscito a mantenere la sua sicurezza e padronanza, portando a casa una vittoria leggendaria.

Jean Alesi, pur riconoscendo l’incredibile impresa di Senna a Donington, ritiene che il secondo posto del brasiliano a Monaco nel 1984 con la modesta Toleman sotto l’uragano sia stato un exploit ancora più grande. Tuttavia, non c’è dubbio che la performance di Senna a Donington nel 1993 sia stata un momento di pura magia, un’epopea di coraggio, abilità e determinazione che resterà per sempre incisa nella memoria degli appassionati di Formula 1. Ma cosa disse Alesì al settimanale italiano?

“Andai male. Su quella gara per quanto mi riguarda ho poco da dire, perché la mia Ferrari aveva un bilancio di macchina che non mi aiutava e che di solito era okay, ma lì no. Può essere considerato un giorno clamoroso nella storia dei Gp per almeno tre aspetti. Punto uno, la F.1 iridata andava a Donington per la prima volta e tutti avevano poca conoscenza della pista. Punto due, Senna si trovava in una chiara situazione d’inferiorità tecnica, perché la sua McLaren-Ford in condizioni normali di certo non poteva valere la competitività delle Williams di Prost e Hill. Punto tre, l’arrivo della pioggia per la gara fu un potente fattore destabilizzante, che finì per cambiare le carte in tavola, sconvolgendo completamente la scala dei valori e concedendo così al brasiliano di metterci tanto del suo, sovvertendo i pronostici. Alla poca consuetudine di quasi tutti con il lay-out della pista, si aggiungeva anche l’incognita delle condizioni di aderenza precaria e la continua mutevolezza del meteo. Una serie di problematiche tali da rivoluzionare tutto. Non è che ci fosse una pioggia pazzesca, questo no. C’era una pioggerellina all’inglese, bella fitta e costante ma non certo un acquazzone. Il problema vero era un altro: Donington è una pista molto bella che presenta alcuni dislivelli. In altre parole, questi rendevano il terreno fertile all’insorgere di rigagnoli tali da dar vita in gara a piccoli fiumicciattoli, che qua e là attraversavano l’asfalto, con grande pericolo di aquaplaning. In altre parole, delle vere e proprie trappole, in grado di rovinare la gara di un pilota. Ecco, la grandezza dell’impresa di Ayrton sta anche in questo, ovvero nella capacità di guidare sul bagnato e con quelle insidie, con la stessa sicurezza e padronanza che si hanno sull’asciutto. C’era anche la struttura di quelle monoposto che non avevano ancora lo scalino ad assicurare l’altezza da terra, che sarebbe arrivato alla metà della stagione successiva. No, le vetture del 1993 avevano un fondo piatto tangente all’asfalto e pertanto sensibilissimo ai rischi di aquaplaning”.

Tra i piloti che hanno partecipato a quella gara c’è stato anche Riccardo Patrese, che ha tagliato il traguardo in quinta posizione su Benetton. Tuttavia, durante un’intervista con Autosprint, Patrese ha condiviso le riflessioni e i dubbi che molti piloti avevano nei confronti della performance di Senna quel giorno. Patrese ha iniziato ricordando il dominio di Senna sul bagnato, rifilando un giro agli avversari. Questo ha portato molti a chiedersi se ci fosse qualcosa di particolare nel traction control della McLaren che avesse dato al pilota brasiliano un vantaggio così significativo rispetto agli altri concorrenti. Tuttavia, Patrese sottolinea che queste domande sono rimaste senza risposta, rimanendo solo interrogativi nel dopo gara.

L’ex pilota italiano ha riconosciuto che Senna era indubbiamente un maestro nel guidare sul bagnato, ma ha anche ricordato alcune occasioni in cui lui stesso era stato molto competitivo in condizioni simili. Tuttavia, il divario di prestazioni e il passo mostrato da Senna a Donington erano così sorprendenti da sollevare qualche dubbio sulla regolarità della situazione. Patrese ha sottolineato che non vuole sminuire né Senna né la sua McLaren, ma ha espresso la necessità di affrontare onestamente le domande che molti piloti si sono posti dopo quella gara. Si chiedeva come fosse possibile che Senna avesse doppiato tutti gli avversari, e se ci fosse qualche elemento tecnico o regolamentare che avesse contribuito alla sua vittoria.

Ecco la dichiarazione di Patrese ad Autosprint: “Ho avuto giorni assolutamente migliori, sul bagnato. E se vogliamo parlare del Gp d’Europa 1993, facciamolo ma diciamola tutta… Diciamo quello che ci dicevamo segretamente tra noi piloti, piuttosto stupiti nel vedere ciò che era successo, con Ayrton che praticamente sul bagnato aveva rifilato un giro a tutti. Se a casa un tifoso lucida il poster in camera, i rivali nel dopo gara fanno altri ragionamenti. Tipo questo: per caso aveva qualcosa di particolare nel traction control che faceva andare la sua McLaren assai meglio di ogni altra macchina? Nella sua squadra gli avevano trovato una soluzione o un settaggio non voglio dire irregolari ma particolari tanto da avere a disposizione una specie di arma decisiva, per rendere ancor più efficaci le immense capacità di Senna? Ma interrogativi veri, perché ti ho sinceramente restituito ciò che ci dicevamo nell’immediato dopo gara e quel che sussurravano i piloti più direttamente battuti da Senna. Le risposte, in fondo, nessuno le ha poi cercate né trovate. Solo che di quella grande prestazione di Senna è un po’ rimasto questo interrogativo. Cosa aveva, quel giorno di fenomenale la sua McLaren? Oppure fu solo farina del sacco del top driver? Senna sul bagnato era un vero maestro, ma io non andavo mica piano. Un passo indietro: Imola 1991, piove. Lo ricordi? Io quel giorno parto primo e a Senna lo saluto, tanto che dopo una decina di giri gli ho dato altrettanti secondi, quasi uno a passaggio. Chiaro? Poi mi dice male e si rovina tutto, ma il discorso fila. Vuoi un altro giorno di pioggia da me ben battezzato? Canada 1989, con la Williams-Renault. Vado in fuga e ho una vita sul mio compagno di squadra Boutsen, poi mi si stacca il fondo, rallento e arrivo ben dietro, così vince Thierry. Però fin lì volavo sul bagnato e Senna c’era ma stava dietro. Tutto ciò lo dico per sostenere che Ayrton era il più forte, tuttavia a Donington 1993 il distacco, le prestazioni e il passo erano così differenti dagli altri, da far sorgere qualche dubbio. Fino a prova contraria Senna ha doppiato tutti in modo del tutto regolare, per carità, ma magari quella vittoria fu ottenuta non “malgrado” la McLaren, ma marari “grazie anche” a una McLaren settata perfettamente e con un traction control migliore rispetto a quello di tutti noi. E non dico questo per sminuire niente o nessuno, ci mancherebbe, ma solo per riferire correttamente i quesiti che in tanti ci ponemmo a gara finita… Per il resto, la mia stima su Senna resta tanta e la sua bravura assoluta e mai in discussione. Eppure di quella corsa mi torna in mentre soprattutto ciò che ti ho appena confidato…”.

In conclusione, Patrese ha ribadito la sua stima per Senna e ha riconosciuto la sua abilità assoluta come pilota. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di porre domande e di analizzare criticamente le situazioni, anche se ciò può portare a conclusioni scomode. La performance di Senna a Donington Park del 1993 resterà sempre una delle più straordinarie nella storia della Formula 1, ma le domande sollevate dalla concorrenza rimarranno un punto di discussione e di riflessione per lungo tempo.