,

GP di Monaco Historique: una festa dei motori

Domenica 12 maggio si è chiusa, con la disputa delle varie finali, la quattrodicesima edizione della gara del Principato. Come sempre molto elevata la qualità delle monoposto che si sono viste in pista

L’edizione 2024 del Gran Prix de Monaco Historique si è conclusa domenica 12 maggio con le varie finali in programma che, dalle 8 alle 19, hanno divertito gli spettatori presenti, con azioni, sorpassi e lotte ravvicinate. La prima gara di questa quattordicesima edizione del GP storico è stata la serie A2 riservata alle vetture da Gran Premio a motore anteriore costruite prima del 1961. Successo per la tedesca Claudia Hürtgen, come nel 2022. È stata premiata da Ruben Fangio, figlio del cinque volte campione del mondo argentino con una corona d’alloro e un trofeo originale, una statuina raffigurante Juan Manuel Fangio. Alla guida della sua Ferrari 246 Dino del 1960 l’ex pilotessa di F3 e GT non ha lasciato scampo ai due piloti che con lei sono saliti sul podio: ha preceduto di 20” Marino Franchitti, fratello di Dario (il tre volte vincitore della 500 Miglia di Indianapolis), su Maserati 250F e Anthony Wood (Tec-Mec).

La seconda gara, la serie A1 “Louis Chiron”, ha messo l’una contro l’altra vetture da Gran Premio anteguerra. Partito dalla pole position dopo aver dominato le prove libere del venerdì, l’irlandese Paddins Dowling ha realizzato il sogno di passare per primo sotto la bandiera a scacchi con la sua ERA R5B del 1936, monoposto appartenuta al Principe Bira. La scomparsa casa britannica ho ottenuto una doppietta, visto che il secondo posto è stato conquistato dal canadese Brad Baker, su una ERA R10B appartenuta, per 25 anni, a Nick Mason, l’appassionato batterista dei Pink Floyd. Il podio è stato completato dall’inglese Michael Birch (Maserati 4CM). I tre piloti erano partiti nello stesso ordine.Quinta vittoria a Monaco per Andy Middlehurst che si è imposto nella Serie B dopo i successi del 2012, 2014, 2016 e 2018. In questa serie riservata alle vetture di F1 dei primi anni ’60 con motore di 1500 cc Middlehurst, partito in pole position, ha vinto con una Lotus 25 del 1962 guidata anche da Jim Clark. Ma non ha avuto vita facile dato che Joe Colasacco, già vincitore nel 2004 e nel 2022, si è piazzato secondo a sette decimi sulla sua Ferrari 1512 del 1964 ex John Surtees e Lorenzo Bandini. Il podio è stato completato da un altro britannico, Mark Shaw, su un’altra Lotus, davanti alla Brabham BT7 di Lukas Halusa e alla Cooper T71/73 di Christopher Drake.

Lotus sugli scudi anche nella Serie C riservata alle vetture sportive a motore anteriore dal 1952 al 1957 e che quest’anno portava il nome di Vittorio Marzotto. Successo di Max Smith-Hilliard. Sulla sua Maserati 300 S, Claudia Hürtgen, partita dal quarto posto in griglia, ha concluso seconda davanti a Niklas Halusa, su una Jaguar Type D del 1954.La gara della Serie D “Jackie Stewart” era riservata alle vetture di F1 delle stagioni dal 1966 al 1972, equipaggiate con motori aspirati da 3 litri. Il primo posto è stato conquistato dal giapponese Katsuaki Kubota (Lotus 72), già vincitore nel 2014. Dietro di lui il britannico Matthew Wrigley (March 721) e “Mr John of B”, su una Matra MS120 con motore V12. Menzione speciale per Adrian Newey, l’ingegnere della Red Bull Racing, quarto su una Lotus 49B del 1968.

Nella gara della Serie E (monoposto di F1 costruite tra il 1973 e il 1976), denominata “Niki Lauda”, è stato l’inglese Stuart Hall a trionfare una McLaren M23 del 1973 superando due connazionali ovvero Nicholas Padmore (Lotus 77) e Michael Lyons (McLaren M26). Il tedesco Marco Werner, tre volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, è stato costretto al ritiro con la sua Lotus 76 del 1974 ex Ronnie Peterson.

Nel pomeriggio hanno corso le F1 dal 1977 al 1980, raggruppate nella Serie F “Gilles Villeneuve”: la gara è stata interrotta tre volte dalla bandiera rossa a causa dei troppi incidenti avvenuti in pista. Michael Lyons, autore della pole sabato con la Hesketh 308 E blu ex Rupert Keegan sponsorizzata Penthouse, ha ottenuto senza troppe sofferenze l’ottavo successo nel Principato dal 2012. Dietro al vincitore, due splendidi Fittipaldi gialle: la F5A di Miles Griffiths e la F6A di Jonathan Cochet, campione francese di Formula 3 nel 2000.

L’ultima gara è stata quella della Serie G, riservata alle monoposto di F1 più recenti, un omaggio ad Ayrton Senna alla presenza di alcuni membri della sua famiglia (Bianca, Paola e Bruno) che hanno consegnato le coppe sul podio. A vincere è stato un pilota classe 1984, il britannico Stuart Hall. L’anno, il 1984, in cui il brasiliano si mise in mostra con una memorabile gara nel Principato, interrotta da un diluvio di pioggia. Stuart Hall si è imposto con March 821 battendo due Lotus, quelle di Marco Werner e Michael Lyons, e tre Tyrrell.

(immagine Stefano Bertuccioli)