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Guy Ligier e il sogno chiamato Le Mans

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Ex rugbista, ex pilota, il costruttore francese prima di scegliere la F1 inseguì la vittoria sul circuito della Sarthe. Ci andò vicino nel 1975

Nel mondo delle corse della seconda metà degli Anni ’60, un’amicizia tra due francesi, Guy Ligier e Jo Schlesser, fiorì intorno al sogno di costruirsi le proprie vetture da corsa. Guy Ligier, ex rugbista, nel 1966 e nel 1967 prese il via in una quindicina di Gran Premi di Formula 1 mentre Jo Schlesser, pilota esperto, a 40 anni riuscì a raggiungere il sogno di debuttare in F1 quando Honda lo invitò a guidare la RA302 nel GP di Francia 1968 a Rouen. Il giorno più bello della sua vita diventò il più tragico: dopo tre giri, alla curva dei Six Frerès, picchia all’esterno e il rogo della sua monoposto non gli lascia scampo.

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Chasseuil-Lafosse, 24 Ore di Le Mans 1975

La perdita di Jo segnò profondamente Guy Ligier, che decise di onorare l’amico con le iniziali “JS” siglate sulle vetture che avrebbe costruito. Così, al Salone di Parigi 1969, presentò la JS1, un prototipo di due posti con motore Ford Cosworth da 1.600 cc. Il sogno di Ligier era di creare un’auto che potesse correre in pista ma anche essere adatta alla guida quotidiana.

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24 Ore di Le Mans 1975, box Ligier

Nel 1970 debuttò la JS2, con un motore Ford Cosworth V6 da 2.600 cc, disegnata da Pietro Frua. Ma la Ford, che sta realizzando la sua GT70, decise di non fornire più il proprio motore ad altri costruttori. Ligier si rivolse quindi a Citroën per montare i V6 Maserati, dando vita alla versione definitiva della JS2 nel 1971.

Parallelamente alla versione stradale, Guy Ligier sviluppa anche una JS2 da corsa con telaio in alluminio e carrozzeria di plastica. Nel 1972 la vettura debutta nei rally con Jean François Piot: la sportiva francese non è affidabile e s’aggiudica solo il Rally di Bayonne. In vista della stagione 1973 Michel Beaujon rivede il progetto modificando l’anteriore e montando un vistoso alettone posteriore, il 3 Litri Maserati ora arriva a 330 CV ma i risultati continuano ad essere scarsi, pure in pista. Nel 1974, con il V6 Maserati, la vettura si mette in mostra alla 24 Ore di Le Mans ma il suo risultato più importante lo ottiene al Tour de France, gara che alterna prove speciali da rally e gare in pista: Gerard Larrousse (pilota in pista), Jean Pierre Nicolas ed il navigatore Johnny Rives vincono davanti alla vettura gemella di Darniche-Jaubert.

Tuttavia, le difficoltà di Maserati (all’epoca di proprietà Citroën) costrinsero Ligier a cambiare di nuovo direzione, optando per i motori Ford Cosworth DFV nel 1975. A Le Mans presentano due vetture con il propulsore britannico mentre quella di Beltoise-Jarier monta il V6 Maserati ma è costretta al ritiro. Si ferma anche la Ligier-Ford di Henri Pescarolo e François Migault mentre l’altra JS2 con il DFV, quella di Guy Chasseuil e Jean-Louis Lafosse chiude al secondo posto assoluto. E’ il canto del cigno per la Ligier nel mondo delle corse di durata: Guy Ligier sceglie di impegnarsi in Formula 1 a partire dalla stagione 1976 abbandonando il sogno di costruire una sportiva da corsa.