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Il motorsport saluta Michele Di Gioia

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A 79 anni se n’è andato il gentleman driver pugliese. Protagonista nei rally come nelle gare di velocità, a lui si deve la realizzazione dell’Autodromo del Levante a Binetto

Rally, velocità e anche la gestione del circuito di Binetto sono state le attività che hanno tenuto legata al Motorsport l’esistenza di Michele Di Gioia, spentosi a Bari all’età di 79 anni. Una vita dedicata alle corse ma anche ai suoi sogni, si potrebbe dire. Tra i piloti della scuola pugliese, Di Gioia è stato tra due decenni, dagli anni Settanta agli Ottanta, uno dei nomi di punta, entrando in lizza dovunque potesse scatenare le GT che tanto amava: dai rallies di Zona, con puntate a quelli titolati, fino a impegnarsi al Giro d’Italia, dove con la sua Porsche 911 Carrera colse in coppia con Arturo Stoppato il 4. assoluto nel 1975. Ma anche nelle cronoscalate e in circuito, al volante di Prototipi o, meglio, delle GT di marca Porsche, le sue preferite.

Indubbiamente, il suo nome è legato all’Autodromo del Levante, circuito in costruzione che rilevò da un altro volenteroso appassionato barese, Nicola Favia, per portare infine il cantiere a compimento. “Sapevo che avrei dovuto mostrare alla CSAI il prodotto finito, prima di riceverne l’appoggio – ci confidava Di Gioia nel 1989, il giorno dell’inaugurazione dell’impianto – ma oggi ho finalmente ricevuto assicurazione di futuri, concreti aiuti, a incominciare dall’ottenimento di prove valide per i maggiori campionati nazionali.” Piloti e appassionati del Centrosud devono infatti a Michele Di Gioia il merito di aver colmato un vuoto di impianti che, per interi decenni, ha afflitto mezza penisola, da Vallelunga a Pergusa. Tifosi di piloti sulla cresta dell’onda come Nicola Larini e Sandro Nannini, o di futura fama in F.1 come Jacques Villeneuve e Alessandro Zanardi, hanno potuto vivere gli anni meravigliosi del Superturismo e del Tricolore F3, grazie alla presenza di un circuito pur piccolo ma fondamentale, a sud di Roma.

L’attività organizzativa fu condotta attraverso la sua Scuderia Apulia, della quale nel 1975 gli fu affidata la presidenza da Luigi Amati, pioniere e pilastro del Motorsport pugliese. Colori con i quali Michele Di Gioia concluse in grande stile la sua attività di pilota, trasferendo le sue attenzioni alla marca che nel 1983 andava per la maggiore: acquistò una Lancia 037, che impiegò nelle successive stagioni prevalentemente nelle gare dell’allora 5. Zona-Centrosud, che lo vide vincitore nel 1982.

La cessione dell’autodromo, oggi di gestione Aci Sport, non fu il definitivo distacco di Di Gioia con il Motorsport. “L’Ingegnere” come il suo staff lo ha sempre chiamato, ha sempre trovato il momento per farsi vedere in circuito, la “sua” creatura. Nelle ultime occasioni (nella foto con il direttore generale dell’impianto Ivan Pezzolla) visibilmente affaticato, ma sempre spinto dalla grande passione che non ha mai smesso di accompagnarlo. Fino a fargli salutare il “suo” mondo nello stesso giorno in cui tutti i suoi amici e compagni di gara, con in testa il suo ultimo navigatore Walter Oliva, si sono riuniti a Foggia, per la premiazione della stagione regionale 2023. Rendendosi presente come se ci fosse stato di persona.