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LMX Sirex: made in Italy by Linea Moderna Executive

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L’idea di creare la LMX Sirex nacque dalla mente visionaria di Michel Liprandi e Giovanni Mandelli, due imprenditori determinati a lasciare il segno nel settore automobilistico italiano. Fondarono la LMX Automobile srl, con l’ambizioso obiettivo di realizzare un’auto sportiva che coniugasse eleganza, prestazioni e tecnologia all’avanguardia.

Tra le gloriose creazioni di Ferrari, Lamborghini e Maserati, si cela un’opera d’arte meno conosciuta ma altrettanto pregiata e made in Italy: la LMX Sirex. Prodotta in pochissimi esemplari tra il 1968 e il 1972, questa vettura rappresenta un’icona di esclusività e raffinatezza nel mondo delle auto sportive. L’idea di creare la LMX Sirex nacque dalla mente visionaria di Michel Liprandi e Giovanni Mandelli, due imprenditori determinati a lasciare il segno nel settore automobilistico italiano. Fondarono la LMX Automobile srl, con l’ambizioso obiettivo di realizzare un’auto sportiva che coniugasse eleganza, prestazioni e tecnologia all’avanguardia.

Il design affascinante della LMX Sirex fu affidato al genio creativo di Franco Scaglione, celebre designer italiano noto per le sue creazioni rivoluzionarie nel campo dell’automotive. Presentata al Salone dell’automobile di Torino nel 1968, l’auto fece subito parlare di sé non solo per le sue linee sinuose ed aerodinamiche, ma anche per la sua presenza discreta nella “exhibition hall” del salone, dovuta alla mancanza di fondi per uno stand ufficiale. Sotto il cofano, la LMX Sirex nascondeva un cuore potente: un motore V6 da 2.3 litri derivato dalla Ford Taunus. Tuttavia, i clienti più esigenti potevano personalizzare la propria vettura con altri propulsori, rendendo ogni esemplare unico e su misura.

La produzione della LMX Sirex fu estremamente limitata, con solamente una ventina di vetture coupé e due spider assemblate a Torino dalla Eurostyle. Purtroppo, nonostante il potenziale di successo, sia la LMX Automobile S.R.L. che la Eurostyle dichiararono bancarotta nel 1972, mettendo fine prematuramente alla produzione della Sirex. Tuttavia, la storia della LMX Sirex non si esaurisce qui. Nel 1973, la SAMAS prese in carico i restanti 20 telai incompleti, trasformandoli in vetture uniche con interni personalizzati e turbocompressori May-Bosch. Queste ultime creazioni furono destinate al mercato svizzero, aggiungendo un ulteriore capitolo alla leggenda della Sirex.

Nonostante la sua breve vita produttiva, la LMX Sirex ha conquistato un posto speciale nel cuore degli appassionati di auto d’epoca e dei collezionisti di tutto il mondo. Una prova tangibile di questo amore è il libro “LMX Sirex Sportiva d’Autore”, scritto nel 2023 dal celebre collezionista Renato Montalbano e pubblicato dall’Asi, che celebra l’eleganza e la raffinatezza di questa gemma dell’automobilismo italiano. In un mondo dominato dalle produzioni in serie e dalle grandi case automobilistiche, la LMX Sirex brilla come un’opera d’arte unica, un simbolo di creatività, passione e ingegno italiani che continua a suscitare ammirazione e fascino anche dopo decenni dalla sua nascita.

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LMX Sirex

La storia dell’auto italiana

Spesso ci sono gemme nascoste che aspettano solo di essere scoperte. La LMX Sirex è una di queste, un’opera d’arte automobilistica che, nonostante la sua breve vita produttiva, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’automobilismo italiano. Quando si osserva la silhouette muscolosa della LMX Sirex, è facile confonderla con un’icona americana come la Corvette. Eppure, dietro quei muscoli si nasconde una storia tutta italiana, un’opera di ingegno e passione che ha visto la luce tra il 1969 e il 1972 sull’asse Milano-Torino.

Gli artefici di questa creazione, Michel Liprandi e Giovanni Mandelli, hanno trasformato uno stabilimento specializzato nella produzione di carrozzerie in vetroresina in una vera e propria officina d’arte. Qui, con l’aiuto del celebre designer Franco Scaglione, hanno dato vita al sogno della Sirex, una sportiva concepita per lasciare il segno. Il debutto della LMX Sirex avvenne nell’autunno del 1968, sulle rive del Po, durante il Salone di Torino. Nonostante la sua eleganza e le prestazioni brillanti, l’auto fu esposta all’esterno dei padiglioni, un gesto che ha alimentato diverse speculazioni sulle motivazioni dietro questa scelta. Tuttavia, il fascino della Sirex non passò inosservato, catturando l’immaginazione degli appassionati di auto d’epoca.

Sotto il cofano, la Sirex celava un cuore potente: un motore sei cilindri Ford da 126 CV, abbinato a un telaio sportivo ispirato alle granturismo Lotus dell’epoca. Questa combinazione conferiva alla Sirex un’esperienza di guida unica, capace di emozionare anche i piloti più esperti. La struttura monotrave centrale del telaio, con sospensioni a quattro ruote indipendenti, garantiva un’agilità e una stabilità straordinarie, rendendo la guida della Sirex un’esperienza coinvolgente e appagante. Al Salone di Ginevra del 1968, venne presentata anche una versione spider, dotata di una capottina che scompariva completamente in un vano ricavato dietro ai sedili, o sostituibile con un hard-top.

Nonostante i primi successi, la storia della LMX Sirex fu segnata da difficoltà finanziarie che portarono alla liquidazione dell’azienda nel 1972. Tuttavia, la sua leggenda non si fermò qui. Le ultime quindici coupé e l’unica spider rimaste furono rilevate dalla SAMAS, che completò il loro allestimento e le collocò sul mercato svizzero, regalando loro un ultimo viaggio di gloria. Oggi, la LMX Sirex rappresenta un capitolo poco conosciuto ma affascinante della storia dell’automobilismo italiano. Un’opera d’arte su quattro ruote, che continua a suscitare ammirazione e fascino in coloro che hanno avuto il privilegio di incrociare il suo cammino. La sua combinazione di design audace, prestazioni straordinarie e esclusività la rende un’icona indiscussa del patrimonio automobilistico italiano, un simbolo di creatività e ingegno che continua a brillare anche dopo decenni dalla sua nascita.