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Made in Germany: dal progetto W201 alla Mercedes 190

mercedes 190

La scelta di avviare effettivamente il progetto venne rimandata alla seconda metà del decennio. Fu nel 1976 che finalmente prese vita il progetto W201, destinato a diventare il progenitore della rinomata Classe C. Sotto la guida del rinomato designer Bruno Sacco, il team di progettazione lavorò instancabilmente per dare forma alla visione della nuova vettura.

La Mercedes-Benz W201, meglio conosciuta come Mercedes 190, è un modello di berlina di fascia media prodotto dalla casa automobilistica tedesca Mercedes-Benz tra il 1982 e il 1993. Questo modello ha segnato un punto di svolta nella storia della Mercedes-Benz, distinguendosi per tre aspetti fondamentali. Il primo aspetto riguarda la linea della vettura, disegnata da Bruno Sacco, capo del Centro Stile Mercedes dal 1975. Il design della 190 ha influenzato tutta la produzione successiva della marca, grazie alla sua eleganza sobria e al tempo stesso moderna. La sua silhouette distintiva e i suoi interni lussuosi hanno ridefinito gli standard estetici per le berline di fascia media.

Il secondo aspetto riguarda l’innovativo schema delle sospensioni posteriori, chiamato multilink. Questo sistema di sospensioni, all’avanguardia per l’epoca, ha garantito alla 190 una stabilità e una maneggevolezza eccezionali, rendendola un riferimento per la tecnica automobilistica. Il sistema multilink ha permesso alla 190 di offrire un comfort di marcia superiore, pur mantenendo un ottimo controllo di guida. Infine, la 190 ha rappresentato l’ingresso di Mercedes-Benz in un segmento del mercato inferiore a quello abituale. Con la 190, la casa di Stoccarda ha voluto offrire una berlina di lusso accessibile a un pubblico più ampio, senza rinunciare alla qualità e alla tecnologia tipiche del marchio. Questa strategia si è rivelata vincente, contribuendo a consolidare la posizione di Mercedes-Benz nel mercato globale delle auto di lusso.

Genesi del progetto Mercedes W201

Negli anni ’70, due nomi stavano emergendo come protagonisti della fascia medio-alta: Audi con la sua 80 e BMW con la Serie 3. Questi modelli avevano conquistato un vasto consenso commerciale, offrendo prestazioni di alto livello e un’esperienza di guida emozionante, ma soprattutto una fascia di prezzo accessibile a una clientela più ampia rispetto alle lussuose Mercedes-Benz dell’epoca. Fu all’inizio degli anni ’70 che i vertici di Daimler-Benz iniziarono a considerare seriamente l’idea di entrare in questo segmento di mercato. Nel 1973, con l’Audi 80 appena lanciata e la BMW Serie 3 ancora in fase di progettazione, le prime discussioni sulla necessità di un modello di fascia medio-alta nella gamma Mercedes-Benz presero forma.

Tuttavia, la scelta di avviare effettivamente il progetto venne rimandata alla seconda metà del decennio. Fu nel 1976 che finalmente prese vita il progetto W201, destinato a diventare il progenitore della rinomata Classe C. La decisione di Daimler-Benz di investire risorse considerevoli in questo progetto testimoniava chiaramente l’importanza strategica che attribuiva alla creazione di un modello adatto a competere nella fascia medio-alta. Sotto la guida del rinomato designer Bruno Sacco, il team di progettazione lavorò instancabilmente per dare forma alla visione della nuova vettura. In due anni di lavoro intenso, le linee fondamentali del modello presero forma, combinando l’eleganza distintiva e la raffinatezza tipica dei veicoli Mercedes-Benz con un design moderno e sportivo in grado di attrarre una nuova generazione di clienti.

Il risultato di questo impegno fu il lancio della Mercedes-Benz Classe C nel 1982, una vettura che avrebbe rivoluzionato il concetto di berlina di fascia medio-alta. La Classe C offriva un equilibrio perfetto tra prestazioni, comfort e tecnologia, stabilendo nuovi standard nel suo segmento di mercato e consolidando la posizione di leadership di Daimler-Benz nel settore automobilistico. Oltre alla sua straordinaria popolarità commerciale, la Classe C ha anche contribuito a ridefinire l’identità del marchio Mercedes-Benz, incarnando i valori di innovazione, qualità e prestigio che da sempre caratterizzano i veicoli della Casa automobilistica tedesca.

La conferma del fatto che il lancio della Mercedes-Benz Classe C rappresenta un punto di svolta significativo nella storia dell’industria automobilistica, evidenziando l’importanza di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di anticipare le esigenze dei clienti. Grazie a questa audace mossa strategica, Daimler-Benz ha consolidato la propria posizione come uno dei principali protagonisti nel mondo dell’automobile, dimostrando ancora una volta la sua capacità di innovare e di anticipare le tendenze del settore.

il papà della mercedes 190, bruno sacco
Il papà della Mercedes 190, Bruno Sacco

Caratteristiche della Mercedes 190

Il 1982 segnò un momento epocale nell’industria automobilistica con la presentazione della Mercedes-Benz 190, un’auto destinata a ridefinire gli standard della classe media. L’8 dicembre di quell’anno, tra lo stupore della stampa e del pubblico, la 190 fece il suo debutto, dimostrando concretamente che una vettura di fascia media poteva offrire eleganza e contenuti esclusivi paragonabili a quelli dei modelli di fascia superiore. La 190 rappresentava una rottura dal punto di vista stilistico, pur mantenendo i tratti distintivi del marchio Mercedes-Benz. Ispirandosi alla prestigiosa Classe S della serie W126, presentata tre anni prima, la 190 si distingueva per l’uso di linee più tese, con tagli netti e superfici piegate a spigolo. Questo stile audace e innovativo conferiva alla vettura un’aura di modernità e raffinatezza, distinguendola chiaramente dalla concorrenza.

Una delle caratteristiche più sorprendenti della 190 era la riduzione delle cromature lungo il corpo vettura, limitate alla sola calandra tradizionale. Questa scelta conferiva alla vettura un aspetto sobrio ed elegante, enfatizzando la purezza delle linee e il design aerodinamico. Parlando di aerodinamica, la 190 portava avanti il solco già tracciato dalla Serie W126, raggiungendo un coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx) di 0,32, un valore eccezionale per l’epoca che contribuiva a migliorare l’efficienza e le prestazioni della vettura. Altri dettagli innovativi del design includevano i paraurti in materiale plastico, la linea degli specchi retrovisori e delle maniglie delle porte, tutti semplificati e ammodernati nelle forme, per garantire un’estetica pulita e contemporanea.

Ma non erano solo gli esterni a suscitare l’ammirazione. Anche gli interni della 190 erano stati progettati con la massima cura per offrire comfort, tecnologia e lusso ai passeggeri. Materiali di alta qualità, finiture impeccabili e una vasta gamma di opzioni di personalizzazione contribuivano a creare un’esperienza di guida senza pari nella sua categoria. Infatti, l’architettura meccanica della Mercedes-Benz 190 rispecchiava le caratteristiche tipiche della Casa tedesca, con il motore anteriore longitudinale, la trazione posteriore e altri elementi che garantivano un’esperienza di guida di alto livello. L’avantreno MacPherson, lo sterzo a circolazione di sfere e i freni a disco su tutte le ruote assicuravano una maneggevolezza e una sicurezza impeccabili.

Ma ciò che rendeva la 190 veramente speciale erano gli innovativi dettagli tecnologici introdotti. La scocca, ad esempio, faceva un uso intelligente di acciai ad alta resistenza nelle aree soggette a stress, mentre la carrozzeria era realizzata con lamiere galvanizzate per proteggerla dalla corrosione e dalla ruggine. Tuttavia, la vera rivoluzione si trovava nel retrotreno a ruote indipendenti con bracci oscillanti ancorati alla scocca tramite cinque braccetti, un sistema multilink che garantiva una stabilità superiore rispetto ai tradizionali sistemi sospensivi. Questo consentiva anche tarature di molle e ammortizzatori più morbide, offrendo un comfort di guida senza pari.

La sicurezza era un’altra priorità per la 190, con ampie porzioni della scocca progettate per assorbire l’energia degli impatti, un abitacolo rinforzato e la possibilità di equipaggiare il veicolo con il sistema ABS, disponibile come optional. Sebbene la vettura fosse all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, l’abitacolo non riusciva a suscitare lo stesso entusiasmo. L’abitabilità e lo spazio bagagli, sebbene paragonabili a quelli delle concorrenti, erano inferiori rispetto ad altre vetture delle stesse dimensioni. Inoltre, sebbene le linee della plancia fossero moderne e coerenti con lo stile esterno della vettura, gli interni apparivano semplificati rispetto al tradizionale livello di lusso associato al marchio Mercedes-Benz.

linea di assemblagio mercedes a stoccarda
Linea di assemblagio Mercedes a Stoccarda

L’avvio della produzione a Sindelfingen

Quando la Mercedes-Benz 190 fece il suo debutto nel 1982, fu un’epifania nel mondo dell’automobile. La sua combinazione di prestazioni di alto livello, tecnologia all’avanguardia e design elegante la rese un’auto da sogno per gli appassionati di tutto il mondo. Ma dietro il suo fascino c’era un’ingegneria e una produzione meticolose, che contribuirono a definire il suo successo duraturo. L’inizio della produzione della 190 vide Sindelfingen, lo storico stabilimento della Daimler-Benz, giocare un ruolo fondamentale. Qui, le carrozzerie e i pianali venivano assemblati con maestria artigianale, mentre a Untertürkheim prendeva vita il cuore della vettura, con la produzione di motori, cambi, sospensioni e componenti meccaniche in generale. Questa divisione del lavoro assicurava un’efficienza senza pari e una qualità ineguagliabile.

Per far fronte alla crescente domanda e alleggerire il carico di lavoro sulla fabbrica di Sindelfingen, nel 1983 la produzione delle carrozzerie venne estesa allo stabilimento di Brema. Questo ampliamento della catena di montaggio consentì di soddisfare la richiesta sempre crescente di questa icona automobilistica senza compromettere i rigorosi standard di qualità. La gamma originaria della Mercedes-Benz 190 comprendeva due motori monoalbero a benzina da 2 litri. Queste versioni, con una cilindrata di 1998 cm³, erano disponibili sia con alimentazione a carburatore (190) che ad iniezione (190 E), offrendo rispettivamente potenze di 90 e 122 CV. Questi motori erano il cuore pulsante della vettura, garantendo prestazioni eccezionali e un’esperienza di guida emozionante. Ma la vera magia della Mercedes-Benz 190 non risiedeva solo nelle sue specifiche tecniche, bensì nella sua capacità di incantare chiunque la guidasse o la ammirasse. Il suo design distintivo, il lusso degli interni e la precisione dell’ingegneria la resero un’auto senza rivali nel suo segmento di mercato, guadagnandosi un posto permanente nel cuore degli appassionati di auto di tutto il mondo.