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Mercedes 190SL e il mistero della sigla: Super-Leicht o Sport Leicht?

mercedes 190sl immagini tom hartley junior

Uno degli imperativi era quello di risparmiare sui costi di produzione e quindi di avvalersi delle risorse disponibili. Per la Mercedes 190SL venne scelto quindi il pianale della 180 W120, paciosa berlina da poco in listino, il più economico tra i pianali disponibili. Tale pianale venne debitamente rinforzato ed irrigidito dal tunnel centrale e da vari elementi scatolati longitudinalmente e trasversali.

La Casa di Stoccarda fece tremare il mercato nel febbraio del 1954 durante l'”International Motor Sports Show” di New York, presentando la 300 SL insieme al prototipo della 190 SL (W 121). Pubblico ed esperti del settore accolsero entusiasti queste novità. Oggi, l’originale fascino di uno dei primi veicoli di serie della famiglia delle sportive SL continua a brillare. Ma esploriamo la storia di questa magnifica auto: il modello 190SL, identificato dalla sigla Mercedes-Benz W121B II, fu un roadster di fascia medio-alta prodotto dalla Casa automobilistica tedesca Mercedes-Benz dal 1955 al 1963.

All’epoca del suo lancio, la 300 SL “Ali di gabbiano” era oggetto di desiderio, ma il prezzo la rendeva fuori portata per la maggior parte dei suoi ammiratori. Max Hoffman, l’importatore ufficiale della Mercedes-Benz negli Stati Uniti, aveva pressato la Casa di Stoccarda fin dal 1952 affinché producesse in serie la 300 SL. Tuttavia, sia Hoffman che la stessa Casa madre si resero conto di questa sfida ancor prima del suo debutto sul mercato. Di conseguenza, Hoffman esortò i dirigenti della Daimler-Benz a sviluppare un’auto che mantenesse lo spirito sportivo della 300 SL, ma fosse più accessibile e con una cilindrata media, ideale per un pubblico più vasto e con carrozzeria aperta.

Queste furono le premesse che motivarono la progettazione e la produzione della 190 SL che beneficiò anche, come nuova nata, di alcune innovazioni già introdotte nelle berline 180. La Mercedes-Benz, al momento della nascita della 190 SL contava 46.226 dipendenti e produceva 63.683 veicoli all’anno con una automazione, nel 1956, del 67% degli impianti produttivi; era quindi impegnata in uno sforzo di rinnovamento e di crescita.

Un obiettivo prioritario era tagliare i costi di produzione e sfruttare le risorse disponibili. La scelta cadde sul pianale della 180 W120, una berlina spaziosa appena introdotta sul mercato e tra i pianali più economici disponibili. Questo telaio fu rinforzato e irrigidito opportunamente con l’aggiunta di un tunnel centrale e vari elementi scatolati longitudinali e trasversali, mentre il passo fu ridotto da 2,65 a 2,4 metri. Il motore, invece, fu completamente nuovo: un 4 cilindri in linea da 1,9 litri di cilindrata con distribuzione monoalbero in testa, chiamato M121, capace di erogare fino a 105 CV di potenza massima. Questo motore derivava dal 3 litri utilizzato per la 300SL, conservandone alcune caratteristiche. Nonostante non fosse estremamente potente, il gruppo motore-cambio, montato su un telaio ausiliario, era fissato su tre punti ammortizzati da robusti tamponi in gomma, creando così un sistema indipendente isolato acusticamente dalla scocca. Questa configurazione mirava a privilegiare il comfort di guida, indicando chiaramente l’intenzione dei progettisti di realizzare un’auto da turismo sportivo, adatta a percorrere lunghe distanze su strada a una velocità considerevole senza affaticare eccessivamente conducente e passeggeri. Tuttavia, questa scelta comportava un compromesso in termini di sportività, poiché introduceva delle incertezze nel comportamento del veicolo in condizioni estreme, a causa della deformazione elastica dei tamponi di gomma.

interni della mercedes 190sl
Interni della Mercedes 190SL

Pertanto, era necessario equipaggiare la 190 SL con un motore di potenza moderata e cilindrata media. Sebbene inizialmente il prototipo fosse stato dotato del sei cilindri da 3 litri della 300 SL, si optò infine per il moderno M121 da 1897 centimetri cubici, leggermente sovraquadro anziché a corsa lunga, con valvole e albero a camme in testa, due carburatori doppio corpo Solex e in grado di sopportare regimi elevati. Nel corso del 1961, il motore fu oggetto di un aggiornamento con un focus particolare sulla distribuzione, differenziandosi così dal precedente M121 BII con la nuova sigla M121 BIX. Le sospensioni a ruote indipendenti della 220a W180 furono adottate, con avantreno a quadrilateri e retrotreno a ponte oscillante con articolazione centrale. Molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici equipaggiavano entrambi gli assi.

All’inizio del 1954, due prototipi della nuova Mercedes 190 SL sbarcarono a New York, pronti per essere esposti al Salone dell’Automobile di febbraio. Dopo la mostra, uno di essi fu trasportato in aereo fino a Los Angeles. Uno dei prototipi presentava un design da roadster da competizione, con un piccolo parabrezza singolo per il guidatore, portiere ribassate e senza cristalli. L’altro prototipo, invece, rappresentava una vera e propria roadster da turismo, anticipando quasi del tutto il modello definitivo. Entrambi i prototipi erano contraddistinti da una presa d’aria sul cofano. Tuttavia, Max Hoffmann richiese ulteriori modifiche alla linea, affinché la vettura assomigliasse maggiormente alla prestigiosa e esclusiva 300SL, compresi i “baffi” sui parafanghi. Nonostante ciò, i nuovi modelli esposti ottennero consensi positivi, convincendo Hoffmann ad insistere per la produzione in serie in Germania secondo le specifiche richieste, impegnandosi a ordinarne 200 al mese.

Le strutture produttive necessarie furono completate solo un anno dopo, e nel marzo del 1955 la 190SL fu presentata al salone di Ginevra nella sua forma definitiva, molto diversa dai due prototipi “americani”. Presentava una linea più elegante e meno aggressiva, con un cofano meno inclinato verso la calandra. Il paraurti anteriore era più avvolgente e non diviso in due parti, mentre i caratteristici “baffi” stile 300 SL apparivano anche sui passaruota posteriori (assenti durante la presentazione a New York l’anno precedente), e la presa d’aria sul cofano scompariva. Inoltre, la leva del cambio, precedentemente montata sul volante, fu spostata sul pavimento. Finalmente, nel mese di maggio, la produzione fu avviata.

Nei primi mesi di vendita, la 190SL era disponibile esclusivamente come roadster. Tuttavia, al Salone di Francoforte dello stesso anno, l’offerta si ampliò con l’introduzione della coupé, che, sebbene in realtà fosse una decappottabile, presentava alcune differenze rispetto alla versione aperta. Questa variante si distingueva per la presenza di un tettuccio rigido asportabile in lega d’alluminio al posto della tradizionale capote di tela e per i profili cromati sui “baffi”. Era anche possibile optare per la roadster in una versione alleggerita, ispirata al prototipo più semplice dei due originari roadster, con porte in alluminio, lunetta di plexiglas sul parabrezza e senza cristalli laterali. Di questa versione furono prodotti solo 17 esemplari, tra cui probabilmente uno dei pochi esemplari noti ad aver partecipato alla Mille Miglia.

motore mercedes 190sl immagini tom hartley junior
Motore Mercedes 190SL immagini Tom Hartley junior

In effetti, le portiere in alluminio furono successivamente adottate su tutte le versioni di produzione standard. Il prezzo, intorno ai 16.500 marchi, era notevolmente inferiore rispetto ai 29.000 della 300 SL, risultando abbastanza elevato. In confronto, in Italia una Ferrari 250 Gran Turismo, più vicina alla 300SL in termini di fascia di mercato, costava solo il 37% in più, mentre vetture comparabili alla 190SL, come la Lancia Aurelia B24 o l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint, erano il 25% meno costose. Nonostante ciò, la 190SL ottenne un buon successo. Le prestazioni non erano da vera sportiva, con una velocità massima di 173 km/h, che anche all’epoca risultava modesta per un’auto da turismo come la 190SL. Tuttavia, la vettura riuscì comunque a conquistare il cuore di molti clienti. Durante la sua carriera, furono apportate poche modifiche alla 190SL: nel 1956 vi furono luci posteriori maggiorate e l’aggiunta di servofreno, insieme ad altri aggiornamenti minori. L’hard-top, inizialmente realizzato in lega leggera come optional, fu successivamente realizzato in acciaio.

Nel 1959, per migliorare la visibilità durante le manovre, il lunotto posteriore della 190SL è stato ingrandito. Allo stesso tempo, il motore ha subito alcune migliorie. Alcuni esemplari sono stati visti con prese d’aria cromate sui parafanghi, simili a quelle della 300SL, e hanno anche adottato i fari di quest’ultima, probabilmente a seguito di modifiche personalizzate precoci. La produzione della 190SL per il mercato europeo è cessata nella primavera del 1962, mentre è continuata per il mercato statunitense fino a febbraio 1963.

Per concludere, una curiosità. Vi siete mai chiesti cosa significhi SL? Quando Mercedes-Benz lanciò la sua iconica linea di veicoli SL, l’azienda non svelò mai ufficialmente il significato dell’abbreviazione “SL”. Questo ha generato una lunga discussione tra gli appassionati di auto e gli esperti del settore, con diverse teorie che si contendono il palcoscenico. Una delle interpretazioni più diffuse è che “SL” stia per “Sport Leicht”, una combinazione di termini che evoca l’idea di un’auto sportiva leggera, concetto che ben si adatta al profilo prestazionale e alla filosofia di design delle vetture SL. Tuttavia, nel 2012, una rivista automobilistica ha sollevato una controversia dichiarando che “SL” significava “Super Leicht”, una variante che sottolinea ulteriormente l’eccezionale leggerezza e agilità delle vetture della serie SL. Questa affermazione, secondo la rivista, era stata confermata da Rudolf Uhlenhaut in persona, un ingegnere automobilistico di spicco di Mercedes-Benz. Ma la questione non si esaurisce qui. Una fonte, presumibilmente in stretta collaborazione con lo stesso Uhlenhaut, afferma invece che “SL” significa effettivamente “Sport Leicht”, contraddicendo la precedente interpretazione. Questo dualismo nella spiegazione del significato delle lettere ha alimentato ulteriori speculazioni e confusione tra gli appassionati del marchio.

Mercedes-Benz, per la sua parte, ha mantenuto una certa ambiguità utilizzando entrambe le forme, “Sport Leicht” e “Super Leicht”, nel corso degli anni, persino battezzando la serie “Super Super” in un periodo. Sul sito ufficiale dell’azienda, il termine è stato inizialmente denominato “Sport Leicht” fino al 2017, quando è stato cambiato in “Super Leicht”, aggiungendo ulteriori elementi di incertezza e controversia. La mancanza di chiarezza da parte di Mercedes-Benz sul significato esatto di “SL” ha portato a una lunga incertezza riguardo alle intenzioni dell’azienda quando ha assegnato questa combinazione di lettere alle sue vetture. Solo agli inizi del 2017, un ritrovamento casuale negli archivi aziendali ha finalmente gettato luce su questa enigmatica questione. Un documento risalente all’inizio del 1952 chiariva che almeno nel caso della leggendaria 300 SL, l’abbreviazione “SL” stava inequivocabilmente per “Super-Leicht”. Questa scoperta ha finalmente risolto il mistero delle lettere “SL” per quanto riguarda la 300 SL, ma il dibattito continua per le altre vetture della serie SL, con la discussione tra “Sport Leicht” e “Super Leicht” che persiste tra gli appassionati e gli studiosi del settore automobilistico.