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Nelle gare ASI, bio-carburanti per auto d’epoca

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L’Automotoclub Storico Italiano, riferimento nazionale per l’intero settore del motorismo storico, è proiettato verso il futuro delle classiche con progetti e iniziative concrete volte alla salvaguardia e alla promozione di un settore d’eccellenza per il made in Italy.

Nel panorama automobilistico italiano, l’anno 2024 ha segnato un momento di svolta con il Circuito Tricolore organizzato dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano). Quest’anno, l’evento ha catturato l’attenzione non solo per la bellezza delle vetture d’epoca esposte, ma anche per un significativo passo verso la sostenibilità ambientale: l’utilizzo di bio-carburanti. In un contesto in cui la questione della sostenibilità ambientale delle auto d’epoca ha acquisito una notevole rilevanza, il dibattito tra amministrazioni locali e appassionati del settore ha raggiunto il suo apice. La possibilità di circolare con vetture d’epoca nelle aree urbane è stata oggetto di accese discussioni. Tuttavia, almeno in città come Torino e Roma, l’esito è stato favorevole ai proprietari di auto storiche. Questi veicoli, per il loro limitato numero e l’uso sporadico, contribuiscono in modo marginale all’inquinamento urbano.

Nonostante questo risultato positivo per gli appassionati di auto d’epoca, c’è consapevolezza che sia necessario ridurre l’impatto ambientale di queste vetture. Una delle soluzioni che si sta sperimentando è l’utilizzo di biocarburanti. I biocarburanti rappresentano una risposta innovativa e promettente alla sfida della sostenibilità nel settore automobilistico. Si tratta di carburanti ottenuti da fonti rinnovabili, come biomasse vegetali o animali, che possono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra e la dipendenza dai combustibili fossili. Questo tipo di carburante rappresenta una scelta etica ed ecologica, in linea con i principi di conservazione ambientale.

L’ASI, consapevole dell’importanza di preservare il fascino e la storia delle auto d’epoca senza compromettere l’ambiente, ha abbracciato con entusiasmo l’idea di utilizzare biocarburanti nel Circuito Tricolore del 2024. Questa iniziativa ha ricevuto ampio consenso da parte degli appassionati, che vedono nei biocarburanti un modo per continuare a godere delle proprie passioni senza arrecare danni all’ambiente.

Oltre all’uso di biocarburanti, il Circuito Tricolore del 2024 ha visto l’adozione di altre misure volte a promuovere la sostenibilità. Dall’implementazione di sistemi di riciclaggio dei rifiuti prodotti durante l’evento alla sensibilizzazione dei partecipanti sull’importanza della guida eco-sostenibile, l’ASI si è impegnata a rendere l’evento il più eco-friendly possibile. L’iniziativa del Circuito Tricolore del 2024 non è solo un segno tangibile dell’impegno dell’ASI verso la sostenibilità ambientale, ma rappresenta anche un esempio stimolante per l’intera comunità degli appassionati di auto d’epoca. Mostra come sia possibile coniugare la passione per il mondo delle quattro ruote con la responsabilità verso l’ambiente.

In un’epoca in cui la consapevolezza ambientale è fondamentale per il futuro del nostro pianeta, l’iniziativa del Circuito Tricolore del 2024 offre una preziosa lezione: la sostenibilità e la passione possono andare di pari passo, guidando verso un futuro migliore per tutti.

Il presidente Asi Alberto Scuro al volante
Il presidente Asi Alberto Scuro al volante

Sustain Classic, testato nel 2023

Nel tardo 2023, con lo sguardo rivolto al 2024, l’ASI (Automotoclub Storico Italiano) ha avviato un’audace iniziativa volta a esplorare il potenziale dei bio-carburanti nel mondo delle auto d’epoca. Questa iniziativa ha trovato la sua prima dimostrazione pratica durante il Salone Internazionale Milano AutoClassica, tenutosi presso la Fiera Milano Rho dal 17 al 19 novembre.

In quell’occasione, l’ASI ha alimentato alcune auto storiche con bio-carburante, offrendo una prova tangibile dell’idoneità di questi combustibili alternativi per i motori più datati. Davanti a un pubblico di appassionati, collezionisti e professionisti del settore, l’ASI ha organizzato prove su strada, coinvolgendo il produttore inglese Coryton, che ha fornito il suo bio-carburante Sustain Classic.

Con un indice di ottani superiore a 98 e un contenuto di bioetanolo inferiore all’1%, il bio-carburante prodotto e commercializzato dalla Coryton è stato appositamente progettato per adattarsi alle esigenze dei veicoli classici. Questa partnership ha dimostrato che i bio-carburanti non solo possono essere compatibili con i motori d’epoca, ma anche offrire prestazioni eccellenti.

Ma cosa sono esattamente i bio-carburanti? Si tratta di idrocarburi ottenuti tramite il processo di fissazione biologica del carbonio. Questi combustibili vengono prodotti a partire da materia organica, come scarti di industrie agroalimentari, rifiuti organici urbani o residui di legna, attraverso reazioni chimiche controllate in appositi stabilimenti.

Ciò che rende i bio-carburanti attraenti è il loro impatto ambientale ridotto rispetto ai combustibili fossili. Le emissioni prodotte dalla loro combustione sono minori poiché il carbonio utilizzato nella loro produzione proviene da biomasse già esistenti, che hanno assorbito anidride carbonica dall’atmosfera durante la loro crescita. Questo ciclo chiuso rende i bio-carburanti una scelta più sostenibile e in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra.

L’iniziativa dell’ASI al Salone Internazionale Milano AutoClassica del 2023 è stata un importante passo avanti nella promozione dell’uso dei bio-carburanti nel settore delle auto d’epoca. Non solo ha dimostrato la fattibilità tecnica di questa soluzione, ma ha anche aperto la strada a un futuro in cui la passione per le auto storiche può essere sposata con la responsabilità ambientale.

“Prosegue il nostro percorso virtuoso verso il futuro del settore – ha commentato Alberto Scuro, Presidente ASI – e grazie al lavoro della nostra Commissione ASI Green ci stiamo focalizzando su un tema fondamentale: quello della sostenibilità. Abbiamo già dimostrato, numeri ufficiali alla mano, che i veicoli di interesse storico e collezionistico certificati in Italia hanno un’influenza residuale sulle emissioni e per fare ancora di più abbiamo avviato studi approfonditi sui carburanti alternativi: sono già realtà e possono essere utilizzati anche sui motori più datati, come abbiamo dimostrato a Milano AutoClassica. Il futuro è già qui, noi vogliamo farne parte perché i veicoli storici non sono un problema ma una ricchezza per il sistema Paese e devono poter continuare a circolare”.