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Quando il Mugello era un circuito stradale

Prima della nascita, cinquant’anni fa, dell’autodromo le strade dell’Appennino toscano furono il teatro di sfide epiche tra i campioni dell’automobile

Se sei un ragazzo o poco più, quando senti il nome Mugello pensi al circuito dove si danno battaglia i campioni del Motomondiale e dove, almeno una volta, ha fatto tappa la Formula 1. Se hai vissuto in pieno i “mitici” Anni ’60, quella parola ti fa venire in mente quasi 70 chilometri senza respiro dove i campioni del volante si sono scontrati senza esclusione di colpi.

Sulle strade che attraversano le colline fascinose che dividono Firenze dall’Appennino, per anni le auto da corsa hanno dato spettacolo, prima di spostarsi sul circuito omonimo inaugurato il 23 giugno 1974. Le origini risalgono ai primi del ‘900, quando in provincia di Firenze si correva fin dal 1902 la Coppa della Consuma, una gara in salita. Nel 1914 i dirigenti del Reale Automobile Club di Firenze decisero di organizzare una gara di regolarità, individuando un anello stradale di 67,5 km con partenza a San Piero a Sieve, sede dell’arrivo del treno da Firenze. Da lì si andava a Scarperia, si superava il Passo del Giogo, si scendeva fino a Firenzuola per poi risalire al Passo della Futa ed arrivare di nuovo a San Piero dopo circa 20 km di discesa. I partecipanti dovevano compiere 4 giri impiegando per ognuno 1h30’. Fu una gara tutto sommato noiosa per il pubblico, vinta da Negro su una Caesar.

Due anni dopo la fine della Grande Guerra, nel 1920, l’AC Firenze ripropone l’evento, definitivamente battezzato Circuito del Mugello. Si gareggia fino al 1929, attirando gli assi dell’epoca come Campari, Maserati, Ferrari e Morandi. Nel 1920 e 1921 trionfa Giuseppe Campari su Alfa Romeo, nel 1922 Alfieri Maserati su Isotta Fraschini, l’anno dopo s’impone Gastone Brilli Peri su Steyr davanti ad Ascari e Masetti. Nel 1924 è festa OM con Morandi e Balestrero ai primi due posti. Fino al 1924 si corse sul tracciato originario, poi nel 1925 si passa al “piccolo” Circuito di 19 km attorno a Barberino da ripetere 20 volte: vince il locale Emilio Materassi con un’Itala. Dopo due anni di pausa, nel 1928 si torna sul percorso classico con un’altra vittoria di Materassi su Talbot, davanti a Ferrari e Presenti. Nel 1929 si impone Brilli Peri sempre su Talbot.

Dopo quell’edizione, nuova sospensione della gara, anche per la concorrenza del Circuito del Montenero a Livorno. Il periodo bellico e la ricostruzione rinviarono il “ritorno” al 1955, quando sul piccolo circuito attorno a Barberino trionfa Umberto Maglioli su Ferrari davanti a Cabianca su Osca. Ma il grande rilancio avviene nel 1964 grazie all’impegno dei dirigenti dell’AC Firenze Pasquale Borracci e Amos Pampaloni. Si torna sul classico tracciato di 66 km con grande afflusso di pubblico: vince Gianni Bulgari su Porsche 904 davanti all’Alfa TZ di “Kim” e alla Ferrari GTO di Corrado Ferlaino. Nel 1965, nonostante la pioggia, bis di Ferrari con Casoni e Nicodemi su 250LM.

Il 1966 segna il definitivo salto di qualità con l’arrivo delle Case ufficiali. Partenza spostata a Scarperia, percorso accorciato di 2 km. Nella gara di F3 vince Jonathan Williams su De Sanctis, mentre nelle Sport trionfa la Porsche 906 di Neerpasch e Koch su Pinto-Giunti su Alfa GTA. Nel 1967 arrivano le Porsche 910 ufficiali e le Ferrari, ma un tragico incidente costa la vita a Gunther Klass: Ferrari si ritira e vince la Porsche di Mitter e Schutz davanti a Stommelen e Neerpasch. Nel 1968 la corsa è ribattezzata GP del Mugello, assenti le Ferrari: lotta senza quartiere tra Alfa e Porsche, la spuntano Vaccarella e Bianchi sull’Alfa 33 davanti a Siffert e Steinemann. Il 1969 porta alla ribalta l’Abarth: con la leggera 2000 SP Merzario precede i compagni di squadra, mentre nel 1970 lo stesso Merzario vince di soli 3″ su Kinnunen dopo un duello rusticano. Galli fa segnare il record sul giro a 134,1 km/h di media.

Proprio quando vive il suo periodo di maggior fulgore, il Circuito del Mugello inizia a morire: nel 1971 le autorità impongono l’impossibile recinzione dell’intero percorso e l’AC Firenze, suo malgrado, deve cancellare la gara che non rinacque mai più come prova di velocità. Negli anni seguenti prese forma il progetto del circuito permanente di Scarperia, inaugurato nel 1974. Due anni dopo, l’AC Firenze e la Scuderia Biondetti organizzarono un rally in notturna sulle vecchie strade del mitico tracciato, vinto dalla Ford Capri di Fargion-Cipriani, ma fu un esperimento senza seguito.

Il Circuito del Mugello è stato un palcoscenico leggendario dell’automobilismo, una sfida estrema tra uomini e macchine sulle insidiose curve delle colline toscane. Un concentrato di emozioni pure, dove le maggiori Case e i più grandi piloti si sono dati battaglia senza esclusione di colpi per quasi 60 anni. Un mix di velocità, coraggio e tradizione che ha segnato un’epoca e che il nuovo autodromo di Scarperia non è riuscito a replicare appieno. Un mito che resterà per sempre impresso nella memoria degli appassionati di corse.